Ristorante aperto a pranzo: chiusura e sanzione. «Ho deciso di trasgredire», ha scritto il titolare dell’attività fanese al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per spiegargli le sue ragioni in una lettera di disappunto. I motivi dell’operatore Cristian Marinelli, titolare del ristorante La Quercia a Sant’Andrea in Villis di Fano, si possono riassumere con il fatto che lo stop 7 giorni su 7 degli esercizi pubblici, conseguente all’inserimento delle Marche nella zona arancione, sia stato comunicato con nemmeno 48 ore di anticipo e che abbia spezzato nel mezzo un fine settimana, quello precedente, quando gli operatori avevano già fatto provviste e accettato le prenotazioni. Una situazione che ha indignato Marinelli. «Sarebbe bastato – ha scritto al presidente Mattarella – far partire il tutto da lunedì. Non posso accettare che un ministro della Repubblica decida che io e tutti i miei colleghi dobbiamo buttare delle merci acquistate e dobbiamo avvisare la nostra clientela del disservizio, perché un algoritmo ha cambiato colore alla nostra regione». Il dissenso di Marinelli non investe la polizia locale, cui invece è riconosciuto di avere operato «con gentilezza» durante l’accertamento, sono invece contestate le scelte del governo nazionale. Domenica scorsa all’ora di pranzo la polizia locale ha effettuato un controllo e ha trovato il ristorante aperto, con i clienti all’interno. Erano una cinquantina secondo gli agenti, poco meno di trenta secondo il titolare, che ha ricevuto una sanzione amministrativa di 400 euro. Il locale, inoltre, è stato chiuso per cinque giorni. Saranno sanzionati anche i clienti che si sono spostati da un altro Comune (il confine con Pesaro è poco lontano), per avere disatteso il divieto riguardante la mobilità. Si tratta di quindici persone secondo la polizia locale, di due o tre secondo il ristoratore fanese, il quale ha comunque assicurato: «Per loro pagherò io». Nella stessa giornata, nella zona del Pincio a Fano, altre due sanzioni da 400 euro ad altrettanti giovani che, nonostante gli inviti della polizia locale, non avevano voluto indossare la mascherina protettiva.






















