Carlo Ruggeri (presidente comitato pro ospedali pubblici Marche)
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“Si potenzino subito gli ospedali attuali, quelli ora operativi, e si proceda rapidamente per fare in modo di riequilibrare la scompensata sanità ospedaliera dei territori, riportando i punti nascita nelle zone montane e riaprendo i 13 ospedali chiusi nel 2015 nelle loro funzioni di acuzie, post/acuzie e pronto soccorso di base”. È l’ennesimo appello, accorato, di Carlo Ruggeri, presidente del Comitato pro ospedali pubblici Marche che a tutto tondo esprime il proprio dissenso “per l’eventuale e remota presa in considerazione di ospedali nuovi. Si lavori – suggerisce all’amministrazione regionale – per potenziare gli attuali ospedali al fine di risolvere il dramma di tutto il territorio marchigiano in tema sanitario”. E aggiunge: “Tutti sperano che, con il cambio del potere, inizi la svolta. Le premesse iniziali sono ottime, con il ‘no’ agli ospedali unici provinciali (furbescamente, in precedenza, dal Pd chiamati ospedali nuovi di area vasta), quelli scelleratamente ideati da Ceriscioli, dal Pd e dai suoi ‘guru’ pesaresi! Onore a chi, in giunta regionale, ha lavorato per questa ‘rivoluzione benefica’. Ma i ‘guru’ pesaresi (il sindaco di Pesaro Ricci in testa) riappaiono per accordarsi in Regione…  per tentare di proseguire verso la linea dell’ospedale unico provinciale.. Se così fosse, per cosa siamo andati a votare? Per ora restiamo sulla fiducia, in base alle prime importanti decisioni prese dall’attuale maggioranza regionale, ma restiamo molto vigili sui rigurgiti del passato sempre presente e incalzante in area Pd, nonostante la sberla micidiale ricevuta proprio per i disastri sanitari, che non ha fatto loro cambiar rotta di 180 gradi, ma li ha ancora di più intestarditi…”. Ruggeri conclude… “Prestiamo attenzione ai poteri forti che svolazzano costantemente in tutte le aree politiche…”.

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