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“È di ieri 1 dicembre – si confida l’urbinate Lilli Simbari – la comunicazione che la mia minisilloge Oltre il travestimento è tra i finalisti del Primo Premio Internazionale Dostoevskij, in cui è presidente di giuria lo scrittore e poeta Raffaele Nigro nonché giornalista e capo redattore Rai. Questo prestigioso premio va a sommarsi alla precedente menzione al merito per la poesia  inedita dal titolo Replica ed il secondo posto con il libro Zingara in transito edito dalla casa editrice Aletti, entrambi ricevuti al Premio Internazionale Maria Cumani Quasimodo. A volte – continua Lilli – sono le piccole cose che riescono a dare positività ad una giornata, ma questi riconoscimenti non sono piccole cose e per questo a me l’hanno resa indimenticabile e piena di  gioia. Voglio anzitutto ringraziare le due emerite giurie, la casa editrice ed in particolare il maestro Giuseppe Aletti, che è stato ed è il mio mentore nell’accompagnarmi con l’Accademia di scrittura poetica ed all’armonizzazione delle parole, stimolando il me il desiderio di una continua crescita”.

Ci sono stati altri successi? “Molte mie composizioni hanno avuto un’ottima posizione nei tanti concorsi in cui ho partecipato. Le prime opere che mi vengono alla mente sono la poesia Semplice che ha avuto un’ottima posizione ad un concorso internazionale dove il presidente di giuria era il grande poeta Franco Arminio. Un’altra opera dal titolo Amarti è stata nella top ten nel 2019 al concorso CET presieduto dal famoso maestro Mogol, mentre Bambini rubati che ha come riferimento i bambini sottratti alle famiglie in Emilia ha ricevuto, il premio Francesco Fronchia. Un’altra poesia dal titolo Aurora è stata tradotta in arabo dal libanese candidato alla Pace e illustre letterato Hafez Haider. Questo singolare fatto mi ha reso molto felice perché credo che la contaminazione con altre lingue ed altre culture sia un arricchimento non indifferente, specialmente per un artista”.

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E ora cosa bolle in pentola? “Sto lavorando alla mia terza silloge del titolo Estetica di un Amore. È una nuova raccolta dal titolo sfacciatamente sentimentale e per questo farò di tutto per poterla far uscire il giorno di San Valentino, che è la festa degli innamorati. Questo libro a differenza dei precedenti sarà anche voluminoso, perché conterrà ben 40 poesie con la prefazione del poeta Giuseppe Aletti. Estetica di un amore è un punto di arrivo, in cui mi sono voluto fare un regalo per la metà del mio viaggio di artista”. Ci puoi dare un anticipazione? “La maggior parte di queste poesie sono state scritte e riviste nel periodo del primo lockdown, forzando la riflessione sull’amore e sulle relazioni in questo periodo oscuro, in cui andrebbero messi in risalto i veri valori della vita onde ovviare quei momenti di solitudine. Vi è anche un velato accenno alla malinconia causata delle costrette mancanze di affetti, dal senso di solitudine e dalle tante  rinunce assieme all’impossibilità di incontrarsi. La forzata solitudine di quel periodo mi hanno fatto cogliere maggiormente quelle piccole sfumature della vita che nella fretta e frenesia della moderna normalità, non sono più percepite”. Quale messaggio vuoi comunicare al lettore? “In questa raccolta vi è anche la poesia Aurora, che è simbolo di speranza, ma che sarà vanificata se non accettiamo la sfida di volgere lo sguardo al nostro prossimo. Dobbiamo lasciarci contagiare dal sano senso della solidarietà, soprattutto in questo tempo in cui ognuno ha bisogno dell’aiuto dell’altro, magari anche solo moralmente. È questo l’augurio che faccio a quanti mi leggeranno, ma anche a tutti noi”.

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