Il coronavirus ha da tempo monopolizzato l’attenzione dei media per ovvie ragioni. In pochi avrebbero potuto prevedere che nel 2020 un “piccolo” virus avrebbe portato così grandi conseguenze al mondo intero. In situazioni come queste, il confine tra crisi sanitaria e crisi economica assume confini davvero sottili. Tra i vari settori colpiti, quello turistico è colui che ne ha risentito maggiormente causando sia gravi problematiche a livello economico che a livello sociale. Acqualagna, paese noto in tutto il mondo per il prezioso tubero che la terra gli offre, si è vista sfumare la 55^ Fiera Nazionale del Tartufo Bianco, evento rinviato a causa dell’emergenza Covid-19.
Tuttavia, nonostante l’impatto che un simile rinvio può avere in un piccolo paese come Acqualagna e nonostante il continuo bombardamento mediatico sul tema, il tartufo non solo ha resistito con forza alle oscillazioni del mercato, ma ha persino riscosso un rinnovata attenzione da parte della stampa nazionale e internazionale. Sono sempre di più, infatti, i giornalisti che arrivano ad Acqualagna per documentare l’importanza del tartufo nella filiera raccontandolo dalla raccolta fino alla ristorazione e al commercio del distretto economico, che con le sue dieci aziende, pone il paese dell’entroterra pesarese come il punto di riferimento del Mercato Mondiale del Tartufo Bianco. Tra i vari giornali e periodici, Acqualagna è apparsa anche nei principali programmi dedicati al cibo e alla cultura agroalimentare di emittenti nazionali quali Rai e Mediaset.
“Stiamo affrontando un’emergenza sanitaria senza precedenti – afferma il sindaco Luca Lisi – ma contemporaneamente dobbiamo tenere alto il brand del tartufo e sostenere le realtà produttive ed economiche. Nonostante la drammatica situazione che ci riguarda tutti, la domanda di tartufo resta altissima. Complice la visibilità garantita dai media ma soprattutto la professionalità delle nostre aziende orientate all’e-commerce del tartufo”.






















