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Con un decisione assurda il Comune di Fano impone ai cittadini che vorranno fare domanda di casa popolare di dotarsi di SPID Sistema Pubblico di Identità Digitale in sostituzione dei vari metodi adottati fino ad oggi, ovvero, presentazione al protocollo, Pec, raccomandata. Il sindaco Seri e l’assessore ai servizi sociali Tinti, modificando il regolamento comunale d’imperio senza alcun confronto con le forze sindacali e di rappresentanza come dalle stesse denunciato, intende costringere le persone Anziane, le persone diversamente abili, e le persone fragili ad ottenere la SPID, con il risultato che in tanti non riusciranno ad attivarla rimanendo fuori dalla graduatoria o non potendo aggiornarla. Invece di concentrarsi sul disagio abitativo e le persone fragili, si impone l’ennesimo adempimento burocratico, mentre c’è un richiesta forte di aiuto che non viene ascoltata. Al centro del pensiero dell’assessore Tinti c’è il come si presenta la domanda ?, non sarebbe necessario l’ascolto del bisogno delle Famiglie? Ci sono famiglie che stanno vivendo momenti tragici causa la pandemia, nuove povertà che sono fuori da tutti gli aiuti spot di Governo ed enti locali. È evidente che manca completamente una visione complessiva della fragilità del nostro territorio e di come affrontarla e i dati dimostrano quello che sto denunciando. La chiusura dell’Ufficio Casa tra Fano e Pesaro è stato un errore grave, non ci sono più dati aggiornati dalla Prefettura sugli sfratti, non ci sono politiche valide per incentivare i contratto d’affitto concordati e non c’è un accompagnamento di mediazione dei problemi delle famiglie. Come assessore tra il 2009 e il 2014 furono assegnate 100 case popolari a Fano risolvendo tantissimi casi di disagio abitativo, con progetti e visioni non assistenziali del sociale, poi il buio, il nulla, pochissime case popolari assegnate negli ultimi anni. L’assessore e il sindaco si rendono conto che sono disponibili più di 30 alloggi di case popolari nel Comune di Fano non assegnati? Mentre ci sono famiglie che attendono da anni di risolvere il problema abitativo. Ci sono più di 300 alloggi liberi in tutta la Provincia non assegnati, numeri che denunciano l’assoluta necessità di azzerare e riformare immediatamente l’Erap e il sistema di gestione della casa popolare a livello regionale. Questi sono i temi e le sfide da affrontare, ma credo che né il Comune di Fano né l’Ambito Territoriale VI abbiano notizia di queste mancate assegnazioni di alloggi.

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