un tratto della nuova variante di San Lorenzo in Campo
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L’assessore regionale Francesco Baldelli

Era presente anche l’assessore regionale alle infrastrutture, viabilità, lavori pubblici ed aree interne Francesco Baldelli ieri mattina all’inaugurazione del secondo tratto della variante alla SS424 di San Lorenzo in Campo. Un breve tratto di strada che eviterà ai mezzi pesanti di passare dentro l’abitato di San Lorenzo in Campo, decongestionando il traffico e riducendo l’inquinamento automobilistico. A ridosso dell’inaugurazione ed apertura al traffico dell’arteria l’assessore ha fatto alcune considerazioni sull’opera e sull’isolamento infrastrutturale in cui incombe la provincia di Pesaro e Urbino.

L’assessore regionale Francesco Baldelli (il secondo da sinistra) insieme alle altre autorità istituzionali presenti

Ieri mattina ho partecipato all’inaugurazione del ‘by pass’ viario, realizzato lungo la strada statale 424 per decongestionare dal traffico pesante il centro storico di San Lorenzo in Campo. È stata l’occasione per congratularmi con l’amministrazione locale e il sindaco laurentino per l’ammirevole determinazione con la quale si sono impegnati, perché questa variante, attesa da decenni, si potesse realizzare. Alla giusta soddisfazione per l’apertura di questa variante, che offre un’opportunità unica alla comunità laurentina che la brillante amministrazione locale saprà cogliere, si aggiunge una riflessione sulla mancata visione infrastrutturale e d’insieme avuta, negli ultimi decenni, dalle istituzioni marchigiane. È emblematico – prosegue l’assessore Baldelli – come la stampa nei giorni scorsi abbia ricordato come l’intervento viario a San Lorenzo in Campo debba essere considerato quale ‘la più importante e cospicua opera di viabilità nell’intera provincia di Pesaro e Urbino negli ultimi anni.’ Non si può dunque non rilevare che, mentre negli anni scorsi nel centro-sud delle Marche si realizzava (grazie alla lungimiranza di politici avveduti) l’imponente opera viaria della Quadrilatero dal valore di oltre 2 miliardi di euro, la provincia di Pesaro e Urbino viveva un isolamento viario sempre più marcato. È dunque indispensabile una nuova visione per lo sviluppo socio-economico di Pesaro, dell’intera provincia e del suo entroterra. Prioritario sarà completare l’incompiuta delle incompiute del centro Italia, la Fano-Grosseto, realizzare il raddoppio della galleria della Guinza e tornare a parlare, con forza, della progettazione del sistema pedemontano delle Marche e dell’intervalliva Cesano-Metauro. Solo unendo l’entroterra (da Pesaro ad Ascoli) e quest’ultimo con la costa, mediante collegamenti veloci e sicuri, si potrà dare un futuro ai nostri giovani”.

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