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Il progetto Pianello Outdoor rivela nel complesso un apprezzabile spirito di iniziativa nella valorizzazione del patrimonio naturalistico; cosa che da parte di soggetti o gruppi locali purtroppo non va assolutamente data per scontata. Questa associazione rimane convinta che tutte le migliori idee per un reale lancio turistico dell’area appenninica e per un concreto ritorno sull’economia locale debbano avere quel propulsore insostituibile che è il Parco Nazionale, in grado di fornire sostegno in tutti i sensi, compreso la validazione in termini di sostenibilità. Nel caso del progetto Pianello Outdoor sono i dettagli a preoccupare, e siccome non si può chiedere a soggetti privati di conoscere le peculiarità e le fragilità degli ecosistemi in cui si svolgono le attività proposte, sono le istituzioni che devono avere il controllo della situazione: il Comune di Cagli e l’Unione Montana del Catria e Nerone, sanno o comunque dovrebbero sapere quali sono le problematiche, i vincoli e le limitazioni che non possono essere in nessun modo elusi, neppure di fronte all’entusiasmo più genuino che una frazione attiva e dinamica come Pianello dimostra di avere.

Quando si parla di attività in ambiente naturale occorre considerare che ci sono habitat rari che possono andare in sofferenza e alcuni sono talmente piccoli, talmente delicati, che possono essere persino distrutti per semplice distrazione. Le zone nelle quali le attività promosse dal progetto potranno essere svolte ricadono tutte in aree inserite nella direttiva europea Habitat, trattandosi di Sito di Importanza Comunitaria (SIC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS). Queste tutele non sono state assegnate casualmente, ma sono allo stesso tempo una opportunità e un campanello d’allarme: vi sono specie animali e vegetali di grande valore e ci sono forti esigenze, da considerarsi prioritarie, rispetto a estemporanee iniziative pubbliche o private. Va da sé, quindi, che in particolare le attività di canyoning (discesa in forra) e, in una certa misura, anche l’arrampicata sportiva e i non meglio precisati bagni e tuffi al fiume debbano essere regolati in modo stringente con divieti e limitazioni in alcuni periodi dell’anno.  Lo stesso escursionismo dovrà considerare che siti di piccole dimensioni con grande concentrazione di biodiversità come le cascate di Pian dell’Acqua/Cupi di Fiamma non possono sopportare frequenza e densità di visitatori troppo alte.  Dobbiamo quindi auspicare che dove richiesto e dove necessario vengano prodotte delle “Valutazioni di Incidenza” scientificamente valide. Per tutte le altre iniziative del progetto chiediamo che vengano inseriti, nei testi dei pannelli e di tutto il materiale prodotto, le informazioni utili per rendere i visitatori partecipi della necessità di assumere i comportamenti più corretti per la salvaguardia dell’ambiente e anche per la propria incolumità. Nello specifico, occorre almeno accennare alle criticità dei luoghi (fasi riproduttive degli anfibi, importanza delle felci, rarità di alcune piante), ribadire i divieti di accensione fuochi, di raccolta dei fiori, di rumori molesti, di campeggio, di danneggiare la flora, di disturbare la fauna, ecc.

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Per quanto riguarda il sentiero che scende alle cascate di Pian dell’Acqua dall’anfiteatro dei Cupi di Fiamma facciamo presente che al momento non è un sentiero ufficiale, non è segnato e non risulta nelle carte escursionistiche. Per i pericoli che nasconde e per la delicatezza dei luoghi che raggiunge è parere di questa associazione, e di tutti i naturalisti, che così debba rimanere, e che l’accesso in quella parte della valle venga consigliato fruendo delle guide ambientali regolarmente in possesso del patentino regionale. Questa piccola premura consentirebbe una certa regolazione degli accessi e dei comportamenti e allo stesso tempo un accrescimento delle opportunità lavorative di una figura professionale messa in grande difficoltà dall’emergenza sanitaria in corso. Queste nostre raccomandazioni non vogliono essere un limite alla libera iniziativa, ma un richiamo ad un coordinamento necessario per il pieno rispetto delle regole e per la gestione del turismo in ambienti naturali rari, delicati e impervi.

La Lupus in Fabula - Il consiglio direttivo

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