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“In me – argomenta la pittrice Cristina Carboni di Terre Roveresche – l’arte è stata assopita per tanti anni, perché questa passione è emersa in età adulta. Prima non avevo mai disegnato, tanto meno dipinto e mai ne avevo sentito il desiderio”.

Da dove nasce  questa passione allora? “Non riesco a spiegarlo nemmeno io, vorrà dire che sarà stato come un seme che è iniziato a germogliare, dando inizio a questa vena artistica. Un giorno decisi di comprare una tela, dei pennelli e dei colori acrilici, che erano i più facili da usare. Ho iniziato a dipingere l’astratto, mi divertivo e più dipingevo più cresceva la passione in me. Un hobby che portavo avanti dopo la giornata lavorativa, di sera andando avanti anche nella notte. Spesso era l’odore di bruciato di un sugo o di un arrosto precedentemente messo sul fornello a riportarmi alla realtà e farmi capire quanto tempo era passato, mentre ero immersa in quella totale occupazione”.

La tua tecnica? “Ero un’autodidatta e non sapevo minimamente come usare i colori ad olio. Decisi allora di seguire alcuni corsi professionali di disegno e di pittura per imparare nuove pratiche. Avevo così ampliato la mia conoscenza di colorazione ed iniziai a creare delle mie opere. Mi iscrissi ad una associazione culturale di artisti, la ProArt e iniziai a partecipare a delle esposizioni collettive, con pregevoli risultati da parte degli addetti ai lavori e dei visitatori”.

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Quali sono i temi che ispirano le tue opere? “Sono paesaggi o ritratti cercando di raffigurare al massimo la realtà o anche dove mi porta la mia fantasia. Dipingo anche su commissione, dove mi viene consegnata una foto di qualsiasi genere ed io la riporto sulla tela. Fu una cara amica, che innamorata di un mio quadro dal titolo I Girasoli, lo volle dicendomi, che da quella prima opera sarebbe arrivata una lunga serie di lavori, e così è stato”. Hai molte richieste da parte dei privati?  “È diventato abbastanza impegnativo, perché grazie ai social o al passaparola della gente, sono molti che si rivolgono a me per un dipinto”. Cosa ti piace di questo lavoro? “Dipingere per me è terapeutico e ne sento necessità. Quando dipingo riesco ad isolarmi da tutti i pensieri e le preoccupazioni, ascolto la musica e mi sento nel mio mondo. Quello che mi gratifica è sapere che in molte case ci sono esposti dei miei dipinti e poi anche vedere a lavoro finito il volto soddisfatto di chi mi ha commissionato l’opera. Questo mi rende completamente felice”.

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