di Amedeo Pisciolini
È scomparso per Covid, poco prima di mezzanotte di mercoledì scorso al San Salvatore di Pesaro Pietro Mochi, per tutti Piero. A maggio avrebbe compiuto 88 anni. Una figura molto nota, figlio di una storica famiglia e padre di Giorgio, sindaco per 15 anni di Piobbico. Grande prestanza fisica tale da meritare l’etichetta di “quercia” anche e soprattutto per il suo legame col territorio. Fu uno dei primi alla morte del padre nel 1964 a costituire una azienda agricola a conduzione diretta innovando con nuove colture ed allevamento estensivo. Era stato consigliere comunale di Piobbico e assessore nella giunta Joni dall”85 al ’90. Artefice assieme ai suoi amici di tante iniziative che vennero intraprese a partire dal dopoguerra nella comunità piobbichese (pro loco, polisportiva, Federcaccia, etc) Per tanti anni presidente dell’associazione provinciale Allevatori di Pesaro e Urbino e poi anche presidente dell’associazione regionale Allevatori, vicepresidente dell’Unione Agricoltori Pesaro e Urbino e in seguito presidente onorario, fu uno degli artefici della nascita, come consigliere, della cooperativa Cooperlat di Jesi. Rotariano, fin dalla prima ora, nel club Urbino Montefeltro. Oltre alla famiglia, le sue grandi passioni sono state la caccia e il tiro a volo. Piero Mochi era un grande tiratore. Nazionale di tiro al piattello, rappresentò l’Italia ai campionati del mondo del 1969 in Francia, ma la sua massima valenza sportiva la raggiunse nel tiro al piccione dove vinse diverse competizioni internazionali arrivando secondo ai campionati del mondo a San Marino nel 1972. Per oltre 50 anni è stato presidente di Federcaccia Piobbico; molto apprezzato il suo libro di ricordi “Racconti di vita e di caccia” una simpatica raccolta di aneddoti di caccia e vita di paese. Storica la caccia ai colombacci della famiglia presso la “capanna del conte” nel Montiego. Con Piero Mochi se ne va un pezzo di storia dell’entroterra. Signore di altri tempi, vissuto con nobili principi, tipici delle vecchie famiglie di campagna, depositario di storie, tradizioni e cultura in una società che cambiava e nella quale si riconosceva sempre meno. Piero Mochi lascia la moglie Maria Camerini (“di fianco a un grande uomo c’è sempre una grande donna”), il figlio Giorgio, la nuora Jacqueline Van Will ed il genero Aldo Formica (aveva infatti subito il grande dolore della perdita dei figli Paola e Giancarlo) e i nipoti Pasquale, Silvia, Mariaelena e Sebastiano, il fratello Fausto Mochi, cognata e nipoti. Il feretro verrà trasportato oggi dall’ospedale di Pesaro alla camera mortuaria di Piobbico nella casa riposo Mamma Margherita. I funerali si terranno sabato mattina alle ore 10 nella chiesa di Santo Stefano a Piobbico nel rispetto delle normativa anti Covid.






di Amedeo Pisciolini















