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Un bell’esempio di esercizio di democrazia, quello di giovedì sera in consiglio comunale durante la discussione della mozione presentata da tutta la minoranza compatta (FanoCittàIdeale, Lega, M5S) sul futuro di Aset: un dibattito serrato ma costruttivo e ricco di spunti, con una partecipazione trasversale di tutti i consiglieri, ciascuno con il suo contributo e la sua visione, che si è concluso in modo assolutamente positivo sia per il risultato che per le novità che questo voto introduce. La prima novità: la mozione individua per il futuro di Aset strade nuove e diverse dall’abbraccio fatale con MMS, da sempre un legame controverso e non chiaro, che come tutti gli amori “tossici” oggi finalmente si chiude dopo aver mostrato il suo lato peggiore nel ripetuto tentativo di prevaricazione di una parte sull’altra. La seconda novità sta nel fatto che la nostra mozione vede il suo successo grazie ad un voto favorevole trasversale alle varie forze politiche, dal momento che quattro consiglieri di maggioranza hanno deciso di appoggiare la mozione con un voto di coscienza (e non di scuderia) che diventa un vero scatto di orgoglio. Una situazione inusuale, ma con un grande significato, perché esprime la priorità, l’urgenza e la necessità di preservare l’autonomia di Aset dalle mire espansionistiche di MMS-Hera , e lo fa attraverso l’affermazione di una ritrovata autonomia, quella di un consiglio comunale che, fuori dagli schemi delle appartenenze partitiche, sceglie di prendere una decisione che è in favore della città e furi dai condizionamenti delle consorterie politico/economiche a trazione del PD pesarese: Fano torna così a riappropriarsi del suo ruolo decisionale, che qualcuno aveva creduto di poterci scippare. Un esercizio di democrazia, si diceva, perché con questa scelta la politica, quella sana in difesa dei beni comuni, recupera essa stessa la sua autonomia, e sceglie di prevalere sugli interessi economici della grande imprenditoria che troppo spesso non coincidono con gli interessi pubblici. A poco sono valsi i tentativi di alcuni consiglieri di maggioranza, che con il solito riferimento strumentale alle esigenze dell’economia di scala e alle necessità delle grandi dimensioni aziendali, hanno cercato di creare una cortina di fumo sui reali intenti di MMS. Indecoroso lo spettacolo finale, con un sindaco Seri che, novello comandante Schettino, prima traina la sua nave verso gli scogli e poi, un istante prima del naufragio, scende a terra con la sua astensione dal voto e lascia la sua ciurma ad affogare. Non occorrono altre prove per dimostrare che la maggioranza è ormai dilaniata su tutti i temi principali della città, e che occorre una verifica sulla effettiva sopravvivenza di questa maggioranza, subito e senza indugi.

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Lucia Tarsi – Giuseppe Pierpaoli: FANOCITTA’IDEALE

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