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“Forse sarà stato il mio spirito ribelle – racconta l’artista grafica fanese ma residente a Pesaro Antonella Landi – a farmi avere quella sensazione che un giorno mi sarebbero serviti o meglio la mia anima ne avrebbe avuto bisogno. Infatti nonostante i dieci anni in cui, con il clic del mouse ho generato vettori dal computer, ho sempre conservato nel cassetto della scrivania il mio album da disegno assieme all’astuccio di matite, penna a china, colori e pennelli”. Ci vuoi spiegare…? “Negli ultimi anni avevo lavorato come grafico pubblicitario ed insegnante di tecniche rappresentative ed in quel periodo avevo abbandonato il disegno a mano. Inevitabilmente avevo perso anche l’emozione di affondare una matita in un foglio, l’arte dell’osservazione o la potenza di un chiaro scuro che modella gli oggetti. Poi è arrivato il lockdown che mi ha chiuso in casa ed il mio animo socievole che ama condividere il tempo con altre persone, desideroso di risate ed abbracci era stato represso, ma è venuto in soccorso alla mia anima quel disegno di un tempo, che mi ha fatto sentire la necessità di trovare altre fonti emozionali. Così ho riaperto il cassetto ed ho ritrovato il mio vecchio album da disegno e tutto l’occorrente necessario. Ricordo di aver subito disegnato un occhio umano di un meraviglioso verde smeraldo e sono stata presa da una emozione fortissima. La cura del dettaglio era rimasta la mia fedele compagna e la mia mano ne era rimasta padrona: aveva creato screziature, passaggi di colore, luce riflessa, intensità e languore”.

Così hai ripreso a disegnare? “Sì, e senza una finalità precisa, se non per generare in me un profondo benessere. Mi si era di nuovo spalancata una porta alla vita, che aveva subìto un brusco arresto ed avevo trovato all’improvviso una via di fuga, un angolo dove poter sognare e potermi rispecchiare”. Ma cosa disegni e come definisci la tua arte? “Sono appassionata di disegno del volto umano ed in particolare l’occhio delle persone, perché nell’occhio è rappresentata la sua essenza. Lo sguardo è capace di comunicare tutto, senza dire nessuna parola ed è per quello che lo rappresento sempre per primo. Sono legata alle figure femminili, che amo chiamare le  donne forti o combattenti, perché ogni donna è sempre una guerriera e continuamente deve affrontare ostacoli, limitazioni, fatica e pregiudizi. La mia arte è osservazione microscopica ed il dettaglio in questo caso è fondamentale. Le mie opere si possono definire di stile realistico, perché i miei soggetti li rappresento minuziosamente e voglio che siano vivi, che mi guardino e mi parlino. Il mio stile è formato con dei fortissimi contrasti ed il colore nero è il punto di partenza ed arrivo. Il nero è la forza generatrice, da cui escono gli sguardi ed  in cui si animano i miei soggetti”.

Cosa vuoi rappresentare e comunicare con i tuoi disegni? “In ogni disegno rappresento me stessa e la mia anima, ogni linea cela un mio stato d’animo, qualcosa che amo o mi spaventa e che voglio esorcizzare o comunicare prima a me stessa e poi agli altri”.

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Hai partecipato a qualche mostra? “Un mio disegno intitolato La Combattente sta partecipando al concorso nazionale  di pittura Dantebus Bazart e l’esito si saprà a luglio, ma intanto io continuo a disegnare con passione”. Progetti per il futuro? “Ho diverse commissioni di ritratti che svolgo con immenso piacere con l’unica regola di non cambiare mai il mio stile.  Inizierò a partecipare ad esposizioni pubbliche magari uscendo anche dai confini regionali. Sto lavorando ad un libro fotografico che uscirà a fine estate, cioè una raccolta di fotografie che riprendono i tanti momenti in cui  sto disegnando, nei quali vengono colti gli attimi espressivi delle mie mani, dei miei occhi o del mio corpo, con la finalità di unire le due arti : la rappresentazione e la fotografia. In programma vi è anche l’apertura di uno studio in cui insegnare questa meravigliosa arte del disegnare”.

Chi è Antonella Landi? “Sono un’anima ribelle e sensibile, che fin da ragazzina ha avuto l’esigenza di sfogare i miei stati d’animo su di un foglio da disegno. Mi sono diplomata all’Istituto d’Arte Mengaroni di Pesaro e laureata in Architettura a Firenze con una tesi eseguita completamente a mano in antitesi ai miei docenti che richiedevano un elaborato disegnato al computer. Già da allora la cura del dettaglio faceva parte di me e per la mia laurea feci il disegno rilievo del Torrione di Cagli disegnando migliaia di mattoni, pietre grezze, archi e coppi, scrupolosamente tutti ritratti a mano”.

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