Stefano Pollegioni
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Dopo l’intervento della dirigenza provinciale e regionale dell’Udc anche il coordinatore dello stesso partito di Fano Stefano Pollegioni  torna in argomento.
La commissione di garanzia e controllo, che ho seguito personalmente, presieduta dal presidente Luigi Scopelliti e alla quale sono stati convocati il presidente della provincia Giuseppe Paolini, il presidente di Aset Reginelli e l’assessore Samuele Mascarin, che ha delega alle società partecipate, certamente merita una riflessione politica. Gravissima, e la condanniamo fortemente, l’assenza in commissione del sindaco Massimo Seri che avrebbe dovuto rispondere e chiarire la sua posizione avversa alla mozione del consiglio comunale, contro la fusione di Aset all’interno di Marche Multiservizi. Ormai siamo abituati a questo metodo ed è chiaro che il sindaco Seri non vuole questo confronto che potrebbe peggiorare la situazione, compromessa, della sua maggioranza già provata da forti tumulti. Diversamente avrebbe avuto il tempo di chiedere un rinvio della commissione. È chiaro e solo chi non vuol vedere non se ne rende conto che il disegno politico, di fondere Aset in Marche Multiservizi, è stato testimoniato pubblicamente, dagli esponenti del Pd di Fano e della provincia, attraverso gli interventi stampa che hanno sfilato, come in una passerella, giorno dopo giorno partendo dal sindaco di Pesaro Ricci, al presidente della provincia Giuseppe Paolini, al segretario del Pd fanese Bacchiocchi (che si offriva a capo della società) e dulcis in fundo anche insistentemente dal sindaco di Fano nonostante quest’ultimo avesse, in campagna elettorale, promesso ai cittadini fanesi che Aset sarebbe rimasta pubblica e non sarebbe stata toccata.  Sono meravigliato dall’insistenza in commissione del presidente della Provincia Paolini molto in linea con i suoi compagni di partito che recitano la trama di una fusione con MMS quale  garanzia per la vita futura di Aset aggiungendo che da sola correrebbe il rischio di essere fagocitata dal potente  libero mercato nazionale. Peccato che il presidente della Provincia non sia così avvezzo da capire che  la fusione in Marche Multiservizi non potrebbe essere in alcun modo una garanzia perché non svincola Aset dal pericolo che una qualsiasi società può correre a causa del libero mercato anzi mantenendo la propria autonomia e cercando collaborazioni correrebbe meno rischi. Che invece questa  fusione serva a rafforzare  gli interessi politici del Pd e il futuro politico del sindaco Seri visto che sono disposti a tutto pur di portare nelle loro stanze politiche questo risultato? Aset deve rimanere pubblica e mantenere la sua autonomia allargando gli orizzonti e facendo valere la sua forza contrattuale perché  il comune di Fano oltre ad essere proprietario al 97% della partecipata ha anche la proprietà della discarica provinciale di Monteschiantello. In questo periodo abbiamo visto un sindaco al centro dell’attenzione per la sua debolezza politica. Dalla sorpresa dei quattro consiglieri di maggioranza, che per fortuna si sono voluti distogliere da questo becero gioco politico, alla conseguente e dubbia verifica di maggioranza fino allo slogan del “volare alto” per poi tornare indietro e minacciare di il voto a ottobre. Un sindaco e una giunta che è già precipitata non può volare alto.
Segreteria Udc Fano

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