Enrico Battistelli
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Enrico Battistelli

«A Fossombrone manca un oratorio, non c’è o almeno non come lo sognavo io. Il parco dove giocare è chiuso, pieno di erba alta, per non parlare dei giochi, ammalorati e tanti di essi pericolosi. Strade impraticabili, dissestate e piene di buche dove le radici trovano terreno fertile» scrive tra l’altro Enrico Battistelli, ingegnere, babbo di due figli e presidente dell’associazione “Amo Fossombrone” probabilmente anche in grado di aggiungere qualcosa di più, quanto prima, per l’appuntamento con le amministrative d’autunno. Quella di Battistelli non è una fotografia ingenerosa della cittadina metaurense. Piuttosto obiettiva. Rispecchia la verità delle cose. A volte l’ironia sottile risulta più efficace di chissà quali altre lamentele di cittadini sempre più insoddisfatti. «Questa notte ho fatto un sogno, stavo parlando con un sacco di amici e ridevamo, eravamo a Fossombrone, nell’oratorio di Sant’Antonio: panche da preghiera, tennis tavolo, giochi tra di noi, spensierati, si giocava poi una partita a pallone e si chiudeva con un bicchiere di cedrata fredda, freddissima. Mi sveglio e sento i miei bimbi che mi chiedono di portarli al parco giochi… ho passato la vita a studiare senza mai scordare il gioco, il gioco è sfida, sfida è poter compiere nella vita quello che ognuno desidera in modo armonioso con l’ambiente che lo circonda. La città rispecchia l’anima del mondo; e le nostre anime sono condizionate da ciò che ci sta attorno. Io voglio una città pulita, sicura. Voglio che la città rispecchi i valori tramandati dai nostri avi, voglio che la città sia desiderata dai più e scordata da chi non merita il suo rispetto. Voglio una città per i giovani, che sappia proteggere gli anziani e che sappia dare svago e conforto insieme, senza paure; voglio una città da amare perché amo Fossombrone con tutto il cuore e tutto il mio cuore è qui e non vuole andarsene». Si apre il dibattito sulla qualità della vita nel luogo in cui si vive. Retorica a parte è più di una sensazione che quella meta va recuperata quanto prima. Urgentemente. I nodi tornano al pettine.

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