“Questa seconda edizione è più bella della prima – racconta soddisfatta Deborah Papisca, scrittrice pesarese – il mio libro dal titolo Di materno avevo solo il latte, è stato di nuovo appena pubblicato”. Se questa è una riedizione, come è avvenuta la prima uscita? “Questa pubblicazione è l’esempio di come alcune volte le cose avvengono in modo imprevisto! Avevo a suo tempo aperto un mio blog, in cui giornalmente scrivevo i miei pensieri, come in un diario online e non avrei mai pensato che le mie riflessioni venissero lette e notate da un giornalista di un noto magazine femminile, che mi propose di scriverle in quella rivista. Timidamente iniziai a pubblicare alcuni miei articoli e nella breve biografia allegata alla mia temporanea collaborazione, la redazione sottolineava la lavorazione ad un prossimo mio libro. Nel forum che il giornalista mi aveva inviato, mi chiedeva se avessi romanzi in cantiere ed io stavo per rispondere in maniera negativa calcolando che il mio manoscritto era solo un mucchio di fogli disordinati in cui registravo la storia della mia maternità, ma poi d’istinto risposi di sì. All’uscita del mio primo articolo, mi contattò un editore per la possibile pubblicazione del mio lavoro letterario. Non avevo mai pensato ad un mio romanzo e non ho idea di come accettai la proposta, ma mandai con un po’ di imbarazzo il materiale che avevo a disposizione. Il libro fu pubblicato ed ebbe un successo immediato, tant’è che ne venne confezionata anche un’edizione tascabile. Ma se le belle sorprese arrivano all’improvviso, altrettanto sono in agguato quelle negative, perché dopo poco tempo l’editore ebbe vari problemi e cessò anche la distribuzione del libro. Successivamente sono stati anni di lotta per riappropriarmi di nuovo dei diritti d’autore ed ora finalmente è stato riproposto con la casa editrice editore Luoghi Interiori, che ha creduto nel progetto”.
Avendo iniziato a scrivere da adulta, quali sensazioni si prova nel fare un libro? “In realtà mi dilettavo a scrivere fin da bambina, ma era solo un passatempo e non avrei mai immaginato che un giorno potessi divenire un’autrice di libri. Quando inizio a scrivere è come se entrassi in un profondo processo meditativo, i pensieri fluiscono e la vena creativa fa spazio alla mente razionale: tutto diventa una realtà limbica in cui mi sento sospesa”. Quali argomenti prediligi? “Preferisco scrivere la vita reale con tutte le sue sfaccettature dalla gioia ad dolore o dal bello al brutto, anche se l’aspetto romanzato è determinante nelle mie composizioni, perché rende più piacevole la lettura. Mi piace comunque partire da una base reale di autenticità e denunciare quello che viene nascosto per vergogna o paura del giudizio”.
Quali messaggi vuoi dare al lettore? “Chiunque scriva qualcosa, penso che voglia dare un messaggio ed io con i miei libri vorrei che la lettura porti al sano ragionare, stimoli la riflessione e che sia in qualche modo anche di aiuto allo spirito. Racconto ogni cosa senza filtri ma arricchendo tutto sempre con una sana ironia, che è un ingrediente di cui non posso fare a meno nella mia vita”. C’è un momento particolare per avere l’ispirazione? “L’ispirazione arriva nei momenti più inaspettati. Potrebbe bussare alla porta mentre passeggio, pulisco casa, parlo ad un’amica, leggo o guardo qualcosa. Non mi siedo mai davanti al computer aspettando l’ispirazione, anzi lei arriva quando la mia mente è distratta”. Programmi futuri? “Ora sto scrivendo il secondo libro e continuo a lavorare come social media manager ed ufficio stampa, attività che svolgo da anni”. Chi è Deborah Papisca? “Una donna che non smette mai di sognare nonostante debba fare i conti con la realtà, adora la natura col suo meraviglioso mondo, non può fare a meno di avere animali in casa, il colore preferito è il verde, estimatrice della musica fin da bambina e cresciuta a pane e cinema. Odia e la disorienta l’incoerenza, ma non sopporta nemmeno l’ignoranza e la bassa sensibilità”.






















