Ruggeri, di M5s, rilancia in consiglio regionale la candidatura della nostra città
«La città dei bambini e delle bambine ha le carte in regola per diventare sede distaccata di cure palliative pediatriche». Lo sostiene la capogruppo regionale di M5s, Marta Ruggeri, che insieme alla consigliera Simona Lupini rilancia la candidatura di Fano. Si propone che diventi una maglia della rete marchigiana per servizi diffusi ai piccoli pazienti affetti da malattie inguaribili allo stadio terminale e alle loro famiglie. Il fulcro della rete resterebbe il centro regionale del Salesi ad Ancona. «Consideriamo un obiettivo prioritario – specifica Ruggeri – il decentramento a livello provinciale dei servizi che saranno forniti da questa futura rete. Lo si dovrebbe attuare dove esistano esperienze territoriali di qualità, pubbliche e private, in particolare a Fano: o all’ospedale Santa Croce oppure in un’altra struttura idonea». La proposta del gruppo a 5 Stelle (mozione in termini tecnici) è stata appena protocollata e parte dal presupposto che sia necessario attuare con urgenza le disposizioni della legge regionale 7 del 2019. «Bisogna procedere – prosegue Ruggeri – all’accreditamento della rete di terapia del dolore e delle cure palliative pediatriche, in coerenza con gli esiti dell’accordo Stato-Regioni risalente al 25 marzo scorso, valutando se il rapporto tra costi e benefici consigli di integrare i servizi anche a livello interregionale». Tornando alla candidatura di Fano come sede distaccata del centro regionale Salesi, la proposta di Ruggeri e Lupini trova conferme in una serie di ragioni: il meritorio operare dell’associazione Maruzza in questo settore, l’esperienza maturata nella terapia del dolore dall’hospice a Fossombrone e l’esplicito parere favorevole da parte dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri. «Ricordo inoltre – conclude Ruggeri – il voto all’unanimità del consiglio comunale, il 14 novembre 2017, con cui si impegnava l’amministrazione comunale a favorire l’insediamento di una struttura fanese, in quel caso il convitto Vittorio Colonna, nella rete regionale per la terapia del dolore e per le cure palliative pediatriche». Il decentramento dei servizi contribuirebbe a limitare la mobilità passiva, che aggrava lo stress dei piccoli pazienti (35.000 in Italia) e dei loro genitori. Senza trascurare la ricaduta economica delle spese, a volte insostenibile per i familiari e gravosa per il sistema sanitario.






















