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DAL NUMERO DI GIUGNO DI NON SOLO FLAMINIA

SERVIZIO DI LUCA REBISCINI

 

Dopo aver realizzato l’everesting unlimited, sotto i riflettori di tutto il mondo, lo attende  un mese di fuoco: “Superare i limiti e condividere con le persone i valori in cui credo”

La dichiarazione “Verso l’infinito e oltre” di Buzz Lightyear in Toy Story è costantemente messa in pratica da Giacomo “Zico” Pieri, che del protagonista del film d’animazione condivide la determinazione, l’ambizione e l’orgoglio che consentono di superare le avversità oltre all’apparente provenienza da un altro pianeta. Ma l’ironman cagliese si dimostra ferrato anche in latino, traducendo coi fatti la celebre locuzione Carpe diem, godendo ogni attimo dell’incredibile percorso di cui si è reso protagonista e del viaggio che è pronto ad intraprendere. “Voglio dare valore al momento, non voglio creare aspettative e mettere i risultati in vista – debutta Zico – farò ciò che mi riesce meglio: superare i limiti, esplorare me stesso in profondità e condividere valori con le persone”. Vietata la lettura ai deboli di cuore, “anche se in ogni sfida tengo sempre monitorata la salute fisica e mentale” e soprattutto agli amanti delle statistiche: quel pubblico deliziato ad ogni record infranto, nel prossimo evento dovrà quantomeno aspettare la fine, “lo scopo è sconfiggere anche l’ego che potrebbe distrarmi dalla strada maestra: ma il progetto va ben oltre”.

Trenta giorni su e giù

L’unico numero è scandito dalla durata dell’evento: 30 giorni su e giù per lo Stelvio “il solo vero limite, testimone della natura onnipotente che incute timore e tranquillità e a cui voglio connettermi”: dal 17 giugno sveglia all’alba, pedalata sino al tramonto, cena, ghiaccio, massaggio e via, fino al 17 luglio. Un mental coach che aiuta i propri assistiti a realizzare i sogni, fissare degli obiettivi ambiziosi da frazionare in piccole tappe da conquistare ogni giorno con costanza per raggiungere l’eccellenza. Lo stesso Zico ammette che la sua indole da esploratore lo spinge a non fissare il traguardo: “sembra il contrario di ciò che insegno, ma l’orizzonte ampio mi permette di ammirare e gustare ogni istante dell’immensa bellezza di questo viaggio”.

La filosofia

Nell’arte della guerra Sun Tzu dichiarò “la vittoria è prevedibile, ma non è attuabile”: Zico sconfessa il libro ultracentenario, dichiarandosi vincitore in partenza. “Mi sono innamorato di questo progetto, il mio obiettivo è far appassionare il maggior numero di persone a ciò che ho in testa da due anni – continua Pieri – durante il mio viaggio ho instaurato relazioni autentiche, ho provato emozioni fantastiche, ho combattuto contro il mio ego e sono cresciuto immensamente come persona: ho già vinto”. D’altronde il senso del progetto è chiaro ed è racchiuso in una delle frasi che corredano la presentazione di 28 pagine con la quale si è presentato ai media e ai tanti sponsor che contribuiranno all’impresa: “Le dinamiche mentali possono tenerci imprigionati o renderci liberi da errate convinzioni che limitano il nostro agire, la chiave è in ognuno di noi”.

I record

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Facile chiedersi cosa spinga l’uomo che ha completato il doppio everesting nel 2017, organizzato l’everesting collettivo del 2018, realizzato l’everesting unlimited del 2019 che è coinciso con il record mondiale di dislivello mai raggiunto (4 volte l’Everest), conquistato il record mondiale del 2020 direttamente dal terrazzo di casa (in 59 ore e 59 minuti ha scalato virtualmente 27 volte la Suite d’Alpe d’Huez) e l’altro record mondiale del 2020 di doppio everesting run ancora una volta oltre i propri limiti.
Altrettanto scontata – per lui, assurda per i comuni mortali – la risposta: “Terminare il quadruplo everesting nel 2019 è stato un compromesso tra la mia volontà e la considerazione che l’opinione pubblica aveva di me – afferma Zico – ora i tempi sono maturi, la consapevolezza e la fiducia che gli altri hanno acquisito della mia persona ha superato la paura e il timore”.

La famiglia

Se è vero che al fianco di un grande uomo c’è sempre una grande donna, dietro un super-atleta c’è ancor di più: “Sono immensamente grato a mia moglie con la quale vivo in simbiosi fisica e spirituale in ogni passaggio della crescita che stiamo vivendo da 33 anni, mio figlio che mi accompagna con curiosità e naturalezza, mio cugino Michele che rappresenta il mio coach naturale e ai miei amici – conclude Zico – non posso dimenticarmi di Stelvio Man, Daniele Schena, che da sconosciuto è diventato prima amico poi chiave di connessione e prezioso partner che ha permesso che tutto ciò fosse possibile, ma anche la lista infinita e selezionata di sponsor, come l’Università di Urbino tramite il prof Ario Federici, l’Avis Cagli e tanti altri che oltre a contribuire economicamente, hanno risposto presente a una mia richiesta: crederci con forza!”.

 

 

 

 

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