FURLO Sono ormai due mesi che gli abitanti e gli esercenti del Furlo chiedono ai comuni di Acqualagna, Fermignano e Fossombrone, competenti per essere “proprietari” di porzioni diverse di territorio che insiste sulla Gola del Furlo, di provvedere a dare al pubblico le necessarie informazioni in merito all’annoso problema della chiusura del passo. La situazione è stata modificata dopo l’ordinanza del sindaco di Acqualagna, che consente la passeggiata a piedi lungo il percorso con accesso dal borgo del Furlo fino al limite della galleria, di competenza del Comune di Fermignano, indicata come sito di maggiore pericolo per eventuali temuti crolli. Questione di cui si parla da lungo tempo. Aumenta il malumore, nè potrebbe essere diversamente, dei residenti e degli operatori a vario titolo del luogo. Delusi quanti hanno dovuto fare i conti con la diminuzione esponenziale del flusso turistico, sia esso anche il solo soggiorno dai luoghi più vicini. Il problema nella sua essenza riguarda i turisti che arrivano da lontano. Transitano e non trovano indicazioni utili per arrivare al Furlo. Di conseguenza se ne vanno altrove, più o meno rassegnati, anche se come spesso è successo, avessero stabilito una tappa prefissata proprio nella Gola dalle caratteristiche uniche quanto affascinanti. La richiesta che insiste in ogni angolo del Furlo è facile da cogliere al volo: perché la segnaletica al servizio del flusso turistico non viene curata e tenuta nella giusta considerazione? Sarebbe semplice e poco costoso aggiungere un cartello all’uscita di Calmazzo lungo la superstrada, per chi proviene da Fano, con su scritto “Gola del Furlo prossima uscita”. Questo permetterebbe a chi si vuole recarvisi di trovare la strada giusta e non di uscire a Calmazzo e poi tornare indietro perché senza un’adeguata informazione la gente pensa che il Furlo sia inaccessibile del tutto. La gente del posto si dice desolata perché nonostante le numerose richieste indirizzate agli amministratori, non hanno ottenuto riscontri di alcun genere. È urgente un’azione coordinate tra i Comuni coinvolti. Un’intesa se si vuole anche innovativa rispetto al passato ma essenziale per il bene comune di un borgo che si avvale di un contesto tra i più belli d’Italia. Non ci sono critiche né polemiche in tutto quanto si va osservando. Solo un invito alla buona volontà. Peraltro facile da risolvere.






















