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TERRE ROVERESCHE Oltre trecento persone hanno partecipato a Barchi all’assemblea per dire no al biodigestore del quale si sta parlando con insistenza trattandosi oltretutto dell’iniziativa privata che vede in campo la società Feronia srl. Il progetto in fase di analisi ad opera della Conferenza dei servizi è stato respinto dal Comune di Terre Roveresche perché non compatibile con il piano urbanistico e ancor più stante la carenza di materiale da bruciare. Materiale che arriverebbe da altre località il che rappresenta un primo punto interrogativo tra i tanti. Alfredo Sadori, presidente della cooperativa onlus Art. 32, nella sua relazione ha evidenziato punti fondamentali per un confronto serio. Si tratta della realizzazione di tre nuovi edifici, di altezza di circa 15 metri; di biodigestori silos e altre installazioni impiantistiche di altezze fino a 19 metri; necessita una variazione di destinazione da residenziale e rurale a produttiva, di un edificio ex rurale casa colonica. L’area di intervento è di circa 90mila mq; il progetto prevede una superficie coperta di oltre 12mila mq; superficie piazzali di altri 11mila mq; realizzazione nuove strada per 9mila mq; sbancamenti di terreno per circa 70mila metri cubi. Questi e altri dati da capogiro fanno capire quale ferita verrebbe inferta ad un’area agricola fiorente caratterizzata da coltivazioni biologiche e da produzioni di vini di rinomata qualità. Per non parlare delle strutture agrituristiche. Presenti i sindaci Mondavio e di Fratte Rosa, oltre a quello di Terre Roveresche, perché il biodigestore causerebbe conseguenze pesanti in termini di emissioni su un vasto comprensorio. L’assessore regionale Stefano Aguzzi ha sottolineato che l’impianto è fuori luogo, né compatibile per la mancanza di strutture di supporto. È emerso in maniera trasparente che Barchi non dice no al biodigestore tanto per seguire la moda del contrasto a qualsiasi iniziativa piuttosto non può accettare un insediamento del genere che andrebbe a scompaginare l’equilibrio esistente con gravi conseguenze per operatori e cittadini. Lucido e documentato l’intervento di Mauro Biagioli che presiede il comitato A difesa del territorio all’insegna del motto «non deve essere un comitato ad agire ma una comunità unita che tiene al suo territorio».
Attenzione sull’Ata Era accompagnato dal vice presidente Maurizio Galassi con una serie di documenti che non lasciano dubbi confermando i rischi esistenti per la salute. Attenzione puntata sull’ATA (Assemblea Territoriale d’Ambito) dell’ATO 1 Pesaro e Urbino, che non ha ancora approvato il Piano d’Ambito, che secondo la legge regionale deve contenere l’analisi della situazione esistente, il modello gestionale e organizzativo per la realizzazione di una rete integrata e adeguata di impianti, al fine di realizzare l’autosufficienza nello smaltimento dei rifiuti urbani non pericolosi, dei rifiuti derivanti dal loro trattamento e il recupero dei rifiuti urbani indifferenziati. L’assessore Aguzzi ha annunciato che se entro settembre la situazione non verrà sbloccata provvederà a commissariare l’ATA stessa.

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