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Colpiscono, della recente proposta di deliberazione della Giunta, indirizzata al Consiglio Regionale delle Marche, l’approssimazione e le contraddizioni con cui si affronta un tema così importante e complesso come la rete ospedaliera della Regione e, soprattutto, del nostro territorio. Spariscono, completamente, dal nuovo testo con cui si propone di modificare il Piano Sanitario Regionale, tutti i riferimenti al coinvolgimento dei territori interessati, a partite dalle due città di Pesaro e Fano ma, visto il fatto che Marche Nord è l’ospedale di tutta la provincia, anche per tutto il resto dei comuni, rappresentati nella Conferenza dei sindaci di Area Vasta, mai citata. Resta, al contrario, il riferimento al Decreto 70/15, il cd “Decreto Balduzzi” sul riordino della rete ospedaliera, assieme a riferimenti generici, approssimativi e contradditori a “disposizioni nazionali emerse a seguito degli eventi pandemici” e “indicazioni contenute nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”. Tutte questioni sulle quali, pochi giorni fa, siamo intervenuti e sulle quali abbiamo chiesto alla Regione di aprire, con le istituzioni e le forze sociali, un confronto di merito e di metodo, proprio perché nei prossimi mesi gli investimenti per la sanità territoriale e per la rete ospedaliera dovranno essere programmati, progettati e realizzati.

La Regione, invece, per evidenti ed espliciti scopi che rispondono a promesse elettorali, procede con “operazioni a stralcio” sulla programmazione socio sanitaria come se l’ospedale, gli ospedali, fossero corpi estranei e scollegati rispetto al territorio, quando la pandemia ha dimostrato esattamente il contrario.

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La Delibera di Giunta dell’aprile 2018, quella che recepiva l’Accordo programmatico col Comune di Fano e il suo territorio di riferimento conteneva solo una cosa che già allora giudicammo sbagliata: la costruzione di una grande clinica privata con in dotazione, già garantita ancora prima di essere costruita, 50 posti letto convenzionati con il Servizio Sanitario Regionale. Bene, se, come è chiaro, quel progetto non esiste più ma, come sosteniamo da anni, il nostro territorio provinciale soffre di una carenza di posti letto ospedalieri e di relativi specialisti messi nelle condizioni di lavorare, è giunto il momento di restituire al Servizio Sanitario Pubblico e all’Ospedale di Fano quei 50 posti letto. Allo stesso modo è urgente e necessario che il fabbisogno di posti letto, previsto nella stessa delibera del 2018, per una nuova RSA, per le cure intermedie e per demenze siano effettivamente realizzati e siano anch’essi pubblici. Il Recovery Plan assegna molte risorse per riprogrammare l’offerta pubblica di assistenza territoriale, sia residenziale che per centri diurni e cure intermedie all’interno degli ospedali di comunità lì previsti, tutte strutture di cui la terza città delle Marche è sprovvista e di cui ha un enorme bisogno. Ci auguriamo che l’intero Consiglio Regionale, coinvolgendo i Sindaci del territorio provinciale, voglia aprire un confronto di merito sulla proposta di deliberazione, un confronto partecipato e basato su indicatori e dati di realtà, in coerenza con gli atti che il Ministero della Salute sta predisponendo a supporto della realizzazione degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e che, infine, si cessi di considerare gli ospedali come dei contenitori da sfoggiare in campagna elettorale ma che si pensi piuttosto a riempirli di contenuti, di professionisti, di eccellenze, di tecnologie all’avanguardia, di prestazioni garantite  in sicurezza, per il diritto alla Salute delle persone della nostra comunità provinciale e regionale.

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