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Sono tempi molto bui per il verde pubblico a Fano, dove la Giunta Seri non riesce a concepire opere o progetti di rigenerazione urbana senza lasciarsi prendere la mano da un insopprimibile impulso di abbattere alberi. Non bastavano le oltre 50 tamerici sradicate per realizzare il tratto di Ponte Sasso della Ciclovia Adriatica: era davvero così impossibile escogitare alternative meno distruttive? Non bastava la trentina di alberi che sarà falcidiata per far posto a un inutile sbancamento lungo il torrente Arzilla e allargare il percorso esistente oltre ogni effettiva necessità. Riqualificazione fa rima con strage di alberi anche per i progetti relativi al restyling di Piazza Costa (12 tigli) e Piazza Marcolini (9 lecci, in gran parte secolari), mentre ancora non è chiaro se la stessa triste sorte toccherà anche a Viale Cairoli in vista della realizzazione del nuovo sottopasso. La sbandierata attenzione di questa maggioranza verso i cambiamenti climatici e la tutela dell’ambiente si dimostra per l’ennesima volta una mera operazione di “green-washing”: si imbastisce un ecologismo di facciata per assecondare le mode del momento, ma quando è ora di passare all’azione si fa l’esatto opposto. C’era una volta la città dei bambini. Ora sopravvive solo in occasione di qualche convegno, quando il Sindaco sale in cattedra per insegnarla al resto del mondo, rimanendo serio e forse senza nemmeno provare imbarazzo. Per il prossimo city brand, però, la nostra proposta non può che essere più aderente alla realtà sotto gli occhi di tutti: Fano, città di Attila.
da capogruppo Tommaso Mazzanti - 5 Stelle Fano

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