Bel secondo posto della pittrice di Fossombrone Paola Zeppi, ma da qualche anno trasferitasi a Monza, al Premio d’Arte Internazionale Dante Alighieri 2021 indetto dalla rivista Art Now e dal periodico Cultura Identità. Il premio, che ha visto una video esposizione delle opere a Firenze e Casale Monferrato, ha avuto lo scopo di promuovere e sostenere ogni forma di arte moderna come pittura, scultura, fotografia e digitalart ed è stato istituito per la ricorrenza dei settecento anni della morte di Dante Alighieri. Paola ha partecipato nel rassegna artistica della pittura con un’opera delle dimensioni 180 X 80 cm dal titolo Esercizio 52 Omaggio a Picasso per una vita rinnovata e purificata dall’amore. Cosa hai voluto rappresentare con quest’opera? “Questo lavoro è nato per rappresentare idealmente un percorso educativo che va da occidente ad oriente, partendo dal passato e rivolto al futuro. Sono le speranze una madre verso i propri figli con l’augurio che essi possano costruirsi un mondo pieno di rispetto, libertà ed amore. Nel quadro sono state interpretate alcune opere dei seguenti artisti: Georgia O’Keeffe, Keit Haring, Pablo Picasso, Riccardo Parenti e Kara Walker”.
Qual è il messaggio che volevi comunicare ai visitatori? “
Il mio desiderio era quello di far arrivare alla gente il concetto dell’ educare i nostri figli, inculcando loro sin da piccoli il rispetto, l’amore per se stessi ed il prossimo nelle azioni quotidiane. Solo con questi principi saremo sicuri che la Divina Provvidenza ci accompagnerà in tutte le nostre prove e così saremo alleviati dalla certezza di non essere soli fino ad arrivare a riveder le stelle”. Quale tecnica hai usato? “Per questo lavoro ho adoperato diversi tipi di carta su tela di cotone e dei prodotti acrilici per il colore”. Comunque le tue opere hanno sempre una forte colorazione, vi è un particolare motivo? “Nella scelta dei colori seguo esclusivamente il mio gusto e visto che il rosso è quello che maggiormente amo, tendenzialmente è quello che uso per la maggiore. Credo che l’intensità dei colori e soprattutto i loro accostamenti derivino dal senso di libertà che cerco in ogni opera di trasmettere”.
Pensi che la pandemia possa aver segnato in qualche modo anche l’arte? “Ma certamente. Le restrizioni oltre al fermo delle varie mostre sostituite da qualche esposizione digitale, possono aver inciso anche sull’umore dei vari artisti. Personalmente ho passato un periodo di rabbia, in cui sembrava che la tela non mi parlasse più ed allora ho preso un mio lavoro di cui non ero entusiasta ed ho iniziato a tagliarlo facendo tante striscioline. Ho provato una strana sensazione di felicità ed era come se al posto di distruggere, stessi tagliando per ricostruire qualcosa, come quando dallo psicanalista facciamo a pezzi le nostre vite per poi ricomporle ricominciando a vivere in maniera inedita. E’ da questa sensazione sono nati i lavori in cui mi sto dedicando ora, con la percezione del valore che ha il riciclo, come se il passato ed il futuro si stessero concretizzando nelle mie mani in un intreccio inedito di colori”. Progetti per il futuro? “A novembre assieme a Felice Terrabuio di Streetartpiù e Rosella Fusi dell’Associazione ARTI<>STA Monza organizzeremo una collettiva di beneficenza per sostenere un’Associazione locale che supporta le donne vittima di violenza. Questa iniziativa a cui partecipai con una vendita di beneficenza, ebbe origine al mio paese nativo di Fossombrone due anni orsono in ricorrenza della giornata internazionale della violenza contro le donne. Nei prossimi mesi uscirà un libro a sostegno della Fondazione Francesca Pirozzi di Pesaro Urbino, per il quale ho avuto l’onore di realizzare la copertina”. Cosa rappresenta per te l’arte? “È il modo per staccarmi dal quotidiano e creare un mio mondo al di la della volta celeste, dove vi sono le idee raggiungibili solo dalla mente, che mi permettono di sognare ad occhi aperti”.






















