I nove lecci di piazza Marcolini devono restare al loro posto. Anzi, invece di tagliarli, l’amministrazione fanese dovrebbe prendersene cura per allungarne la vita. Delegazione Fai, Associazione dimore storiche italiane, Lupus in Fabula, Associazione italiana dei castelli e Accademia degli scomposti contestano il progetto comunale che prevede di abbattere le piante (sei sono considerate secolari) per riqualificare quella piazza del centro storico fanese. E per dare sostanza alle loro ragioni, sottoscritte in una petizione da 350 cittadini, le associazioni citano la perizia richiesta all’agronomo Riccardo Frontini. Si ritiene che «non ci sia necessità di abbattimenti», perché i lecci non sarebbero in condizioni critiche. In un solo caso dei nove bisognerebbe valutarne lo stato entro un anno. Abbattere quegli alberi sarebbe dunque «sconsigliato e controproducente». La perizia spiega infatti che allo stato attuale i sei alberi secolari valgono intorno a 130.000 euro, una cifra che nei prossimi 15 anni potrebbe aumentare a oltre 212.000 euro. Qualora l’amministrazione fanese non rivedesse il progetto su piazza Marcolini, prevedendo di preservare i lecci invece di tagliarli, il gruppo di associazioni sarebbe pronto ad adire al Tar e anche a verificare se ci siano le condizioni per un ricorso alla Corte dei Conti. Ma per quali motivi le associazioni si oppongono con tanta determinazione? I nove lecci sono considerati un elemento di valore paesaggistico, come i palazzi storici che li circondano, e un presidio ambientale imprescindibile. Rifugio per tanti animali, soprattutto uccelli che nidificano, anche quegli alberi contribuiscono ad assorbire anidride carbonica e inquinanti, a rilasciare prezioso ossigeno e a creare con la loro ombra zone di frescura estiva, dove la temperatura è di 6-7 gradi più bassa. Perizia e petizione sono state depositate in Municipio, hanno detto i promotori Luciano Filippo Bracci e Claudio Orazi, che nei giorni scorsi hanno presentato l’iniziativa insieme con Daniele Diotallevi. Criticata in modo severo anche la potatura dei lecci, effettuata alla fine dell’inverno scorso dalle squadre di Aset, si aggiunge che la battaglia per preservare i nove alberi non nega la riconosciuta esigenza di riqualificare piazza Marcolini. L’opera dovrà essere però compiuta, ribadiscono le associazioni, sulla base di criteri diversi.






















