Con grande stupore abbiamo letto sulla stampa che Marche Multiservizi in qualità di gestore del servizio idrico integrato in 49 Comuni della Provincia di Pesaro Urbino che è governata dal 52,66% di soci pubblici, ha “ingiunto” all’associazione “Dipende da noi” di pagare 50.000 mila euro perché si è sentita diffamata. Ora la “colpa” dell’associazione di carattere politico sarebbe quella di aver espresso una valutazione critica dal punto sulla gestione del servizio idrico. Come risulta dal Documento di programmazione dell’Aato per l’esercizio 2019-2020-2021 ”La notevole lunghezza della rete combinata con la sua età media avanzata comporta un valore medio delle perdite di circa il 35%”, ciò rende evidente che il problema esiste e va risolto e che la quantità di acqua persa è pari a quella che si otterrebbe con la costruzione della diga sul Candigliano che diventerebbe il quinto invaso della Provincia. Per questo “Dipende da noi” si è rivolta ai sindaci e ai consiglieri comunali perché valutino attentamente la situazione prima di assumere decisioni che creerebbero un grave danno all’ambiente. Art.1 si chiede se sia corretto rispondere con una diffida a chi sollecita una discussione seria, motivata, scientificamente fondata. Per questa ragione Art.1 chiede al presidente di Marche multiservizi, Daniele Tagliolini, che si è insediato da circa un anno, se questa è la nuova linea di un ente che gestisce il servizio idrico per conto dei Comuni. Se, invece di discutere con associazioni, partiti, cittadini e territorio in genere per promuovere la partecipazione, la conoscenza rispetto alle scelte strategiche di un bene comune com’è l’acqua, abbia scelto, invece, le carte bollate, le diffide e il silenzio.
Art.1 chiede un incontro al presidente di Marche Multiservizi e al presidente dell’AAto per avere chiarimenti in merito e li invita fin da ora a ritirare la diffida che non ha alcuna giustificazione rispetto alla critica politica. Non si risponde alle critiche con le carte bollate ma con il dialogo e la costruzione di un percorso partecipato.
Marinella Topi, coordinatrice di Art. 1






















