Con i servizi sui media sulla sanità, si chiariscono in buona parte i sospetti diverse volte espressi dal nostro comitato. Quelli di una operazione, anch’essa scellerata, del nuovo governo di centrodestra delle Marche, dopo le scelleratezze organizzative della precedente amministrazione di Ceriscioli e del Pd. Di fatto si sta delineando, dopo il confronto di ieri di Saltamartini con i medici di base e considerando le ripetute ed insistite notizie stampa, che il potere regionale di centrodestra, a cominciare dalla provincia di Pesaro, realizzerà l’ospedale unico mascherato tornando sulla linea del defenestrato Governatore Spacca (quella dei 4 ospedali effettivi a Pesaro, Fano? Urbino e Pergola); l’assessore Saltamartini non ha mai parlato di riaprire i 13 vitali ospedali chiusi che, invece, risolverebbero in gran parte il caos e la tragedia dei pronto soccorso e dei ricoveri dei 4 ospedali sopra citati; l’assessore Saltamartini oggi, tira fuori dal cassetto, al posto degli ospedali chiusi, che restano nel limbo del voluto dimenticatoio, la medicina territoriale senza ospedali di prossimità da riaprire fatta di miseri ospedali di comunità e di ancor più misere case della salute (da noi, entrambe, chiamate, senza distinzione, autentici cronicari), declamando gli incredibili “team multidisciplinari” da stropicciamento degli occhi, e tanto altro di generico! Tanto da trasportare il metodo HUB and SPOKE, adottato sempre per l’organizzazione ospedaliera, nella sicuramente deludente medicina territoriale che ne farà vedere ai marchigiani ancora delle belle confermate dall’attuale grande e gravissimo scetticismo, sul nuovo saltamartinismo, da parte dei vertici sindacali degli stessi medici di base. Pertanto riproponiamo all’assessore i punti del nostro comitato:
a – riapertura immediata dei 13 ospedali chiusi;
b – solo e solamente dopo tali apertura, avvio “super controllato” (creazione di una equipe ispettiva che, tra l’ altro ne controlli costantemente la validità operativa) della medicina territoriale, ma dopo aver completato gli organici degli ospedali da riaprire;
c – valutazione, dopo la riapertura dei 13 ospedali, di immissione, nelle zone bisognose, di nuovi ospedali di comunità o case della salute, attingendo, per il fabbisogno, ai fondi Pnnr, che permettano, in parallelo con gli ospedali riaperti, una assistenza ancor più capillare in un territorio che ne ha sempre più bisogno.
Se si persiste nelle idee proposte ed evidenziate, noi come comitato insisteremo nel dichiarare al popolo che ci segue che “tutto sarà peggio di prima”.
Carlo Ruggeri Presidente Comitato Pro Ospedali Pubblici Marche






















