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È comprensibile il disagio per i lavori in corso in via Negusanti dove verrà riqualificato non solo il percorso ciclopedonale preesistente ma tutto il tratto stradale, in modo da garantire una migliore distribuzione degli spazi e maggior sicurezza complessiva. Si tratta di un lavoro utile e necessario, in sostanziale continuità con quanto già fatto qualche anno fa in via Garibaldi, ora più conosciuta come “via dei Ciliegi”; tra il “prima” (parcheggio intensivo, inquinamento e confusione) e il “dopo” (nuova alberatura, panchine ma soprattutto apprezzato mercato settimanale) la differenza si vede ed è un “assaggio” di quanto sarebbe necessario fare un po’ dappertutto. Meno comprensibile è il lamento per la cosiddetta “perdita dei parcheggi”; infatti, si tratta di una vera e propria “restituzione” ai legittimi “proprietari” (i pedoni e i ciclisti) di spazi che nel corso dei decenni sono stati occupati da una incontrollata motorizzazione di massa; è bene ricordare che l’Italia è ai primi posti mondiali nella graduatoria dei paesi con la più alta densità automobilistica, per cui una sorta di “cura dimagrante” sarebbe molto opportuna, meglio se favorita da incentivi alla mobilità attiva e al trasporto collettivo. Importante è anche il riflesso della riqualificazione urbana sulla sicurezza stradale: ogni persona che si muove a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, è un’auto in meno che circola, anche a vantaggio di chi, per oggettive necessità, non può farne a meno; soprattutto sono meno probabili gli incidenti che purtroppo continuano a coinvolgere ciclisti e pedoni di Fano che vuole e deve essere sempre più la Città dei bambini (e degli ex bambini). Proprio per questo servono meno macchine e più marciapiedi, piste ciclabili, zone a 30/km/h, aree pedonali, ecc.

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