Il dottor Giovanni Del Gaiso, tesoriere dell'Ordine dei Medici di Pesaro Urbino
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di Giovanni Del Gaiso

Le perplessità del dottor Giovanni Del Gaiso, tesoriere dell’Ordine dei Medici di Pesaro Urbino, che da anni segue la vicenda dell’hospice pediatrico

Dopo la delibera della giunta regionale, favorevole all’hospice di terapie palliative pediatriche, anche la quarta commissione sanità si era espressa all’unanimità  facendo ben sperare in una prossima realizzazione dell’hospice pediatrico. Anche l’assessore alla sanità Saltamartini lo aveva confermato alla sala Verdi del teatro di Fano. La notizia aveva destato la soddisfazione di tutti coloro che in questi lunghi anni avevano sostenuto la creazione di questo centro pediatrico, ma la soddisfazione è durata poco, dopo aver letto che il progetto non rientra nei capitoli di spesa del bilancio approvato da poco dalla Regione, in cui non sono contemplati i quattro milioni di euro previsti. Inoltre, sull’euforia della notizia, è stato probabilmente frainteso dai lettori e anche dalla giornalista, il pensiero dell’assessore sulla sede dell’hospice a Fano, in quanto sarebbe previsto al Salesi di Ancona. Nulla da obiettare sul Salesi beninteso, l’importante è che si faccia e subito, viste le necessità di tante famiglie di poter usufruire,  “in casa”, di una struttura specializzata per i propri figli ed evitare i  dispendiosi e massacranti “viaggi della speranza” nelle città del Nord. A questo punto sorgono alcuni dubbi.

a) Finora non abbiamo sentito la minima voce del Salesi se è favorevole o no ad ospitare questo particolare settore, visto che si è sempre rifiutato di farlo.

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b) Se fosse finalmente favorevole, quali saranno i tempi di realizzazione? Bisogna attendere l’ultimazione del nuovo ospedale per bambini a Torrette, oppure, temporaneamente, sarebbe disposto a curare questi bambini presso l’attuale ospedale di viale della Vittoria? Se invece il problema è la mancanza dei quattro milioni di euro, questo vale sia per Fano che per Ancona e soprattutto ci meraviglia che tra i tanti soldi che arriveranno dai fondi europei, dal Pnrr, spesso  dati a pioggia, non siano compresi quelli per l’hospice che, d’altra parte, si pagherebbe da solo con il risparmio dei tanti milioni che la Regione spende per la mobilità passiva. E se intervenissero dei privati a finanziare l’opera? Sarebbe la nuova giunta favorevole a questo intervento esterno? Magari convenzionando la struttura, come succede ormai da anni in tante realtà del Nord, dimenticandosi  delle promesse fatte in campagna elettorale di potenziare il SSN pubblico e soprattutto della lezione che questa pandemia ci ha dato, visto che, paradossalmente proprio nelle Regioni più ricche del Nord il Covid ha fatto più morti, proprio per aver smantellato il SSN pubblico ospedaliero e territoriale, a favore del privato, per giunta foraggiato con soldi pubblici. “Perseverare diabolicum”,dicevano i latini. Ripetere  questi errori sarebbe la cosa  più grave, nonostante la pandemia ci abbia aperto gli occhi!

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