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Ci fa piacere che l’assessore Fabiola Tonelli resti al suo posto e che continui ad occuparsi di Resilienza Urbana e Mobilità sostenibile. Riteniamo che abbia la cultura, la sensibilità e la preparazione adeguate a comprendere i problemi e a proporre adeguate soluzioni. Tuttavia, invitiamo l’assessore a confrontarsi maggiormente con i portatori di interesse (stake hoders) del mondo del volontariato ambientalista, soprattutto in fase preparatoria dei progetti e non quando sono belli confezionati e pertanto difficilmente modificabili. Non sempre le competenze dei tecnici comunali, o di quelli individuati attraverso incarichi e consulenze, sono all’altezza della complessità dei problemi. Ad esempio, relativamente alla Ciclovia Adriatica, a cui l’assessore attribuisce molta importanza, abbiamo presentato una petizione cartacea con oltre 300 firme per proporre un tracciato alternativo a quello individuato dal comune. Le mareggiate di questi giorni, che non hanno nulla di eccezionale, sono arrivate a lambire la nuova ciclabile di Ponte Sasso (ricordiamo, realizzata abbattendo 50 tamerici di grosse dimensioni), ed è chiaro che avrebbero travolto la futura ciclabile di Torrette, se fosse stata realizzata secondo il progetto comunale, perché molto più vicina alla linea di battigia. Attendiamo di essere convocati, insieme ad alcuni cittadini della zona, ad un incontro su questo tema dal 13 dicembre. Non vorremmo che accada quanto successo per la pista ciclopedonale sull’Arzilla: in questo caso il Comitato Arzilla Resistente è stato ricevuto dalla Tonelli solo il 18/9/2021, dopo una prima richiesta di incontro del 17/3/21, una successiva del 22/6 e un appello, firmato da varie associazioni, del 31/8/21. Il risultato è stato che nel frattempo Aset Spa ha appaltato l’opera, ed ora anche con questa motivazione si rifiuta di modificare un progetto che ha un significativo impatto ambientale e si traduce in un inutile spreco di denaro pubblico.  Ci saremmo aspettati, proprio per le scelte di mobilità sostenibile perseguite dall’assessore, che il progetto della ciclopedonale Arzilla, redatto su indicazioni della precedente Giunta, venisse modificato per trovare soluzioni tecniche alternative alle invadenti gabbionate che comporteranno l’abbattimento di 30 alberi di alto fusto. Ancora sarebbe possibile modificare il progetto nei tratti 3 e 4 ma serve una volontà politica e una sensibilità ambientale che sembra non esserci.

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