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MONTEFELCINO «Siamo molto preoccupati per le scelte di politica sanitaria che la Regione Marche sta inserendo nel nuovo Piano sanitario regionale. Nessun coinvolgimento dei territori, ad iniziare dai sindaci, delle categorie professionali sanitarie che operano sul campo, né del terzo settore e delle associazioni di volontariato, che rappresentano risorse in grado di dare un contributo notevole come dimostra l’esperienza della nostra cooperativa sociale Art.32» ha sottolineato il presidente Alfredo Sadori nel convegno ospitato dal Centro Salute alla presenza dei sindaci di Terre Roveresche, Fossombrone, Sant’Ippolito, Isola del Piano (Paolini è anche presidente della Provincia, ndr), Mondavio e Fratte Rosa e di Francesco D’Ulizia presidente UN.I.COOP. Marche. Dino Latini, presidente del consiglio regionale, ha seguito i lavori in streaming per un impegno improvviso che gli ha impedito di partecipare in prima persona. «Riteniamo che scelte quali la riorganizzazione ospedaliera e della medicina territoriale dovrebbero essere precedute e non recepite dal Piano che richiede un momento di serio approfondimento sulla ricognizione della situazione e delle criticità attuali, uno studio delle esigenze future e il progetto delle soluzioni in termini di strutture e organizzazione dei servizi». L’esperienza maturata da Art. 32 costituisce un modello per quanto volutamente snobbato da Asur e Regione. «Art. 32 porta i servizi sanitari a domicilio dei cittadini nel momento in cui la sanità regionale si ritira dai nostri territori e concentra i servizi sulle zone costiere, creando forte disparità di accesso alle cure e alle prestazioni fra cittadini che pagano le tasse alla stessa maniera. La rivoluzione che sta avvenendo nel nostro territorio è merito dell’impegno comune di tutte le risorse disponibili della nostra comunità: Comuni, Ambiti Sociali, organizzazioni di volontariato ed enti del terzo settore come la cooperativa Art. 32 onlus e la Fondazione Art. 32 onlus». Il modello si qualifica «per una sanità diffusa, capillare e prossima perché vicina a tutti coloro che hanno bisogno». Fabio Gant, presidente della Fondazione Art.32 «la riduzione dei servizi nei nostri territori interni incide sullo spopolamento dei nostri Comuni e sul conseguente impoverimento. La Fondazione Art. 32 intende essere protagonista nell’organizzazione dei servizi sanitari e socio-sanitari nel territorio. A febbraio inizierà a lavorare al progetto di un centro diurno per anziani a San Bartolo di Terre Roveresche. Un progetto importante per il territorio a cui collaborano la parrocchia di San Maurizio in San Bartolo e il Comune di Terre Roveresche». Bisogna demolire il muro di gomma tra emergenze locali e gestione centrale della sanità. Troppa burocrazia, è stato sottolineato, e inesistente volontà collaborativa. A prescindere dalle intese politiche che si alternano in Regione. Aspetto questo inquietante. Sta diventando realtà il dubbio che le promesse fatte siano state strumentali al solo fine di accaparrare voti. Un aspetto da chiarire come lasciano intendere in tanti.

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