“Discutibile e di miope prospettiva questa modalità della Regione”
“La maggioranza regionale prosegue imperterrita ad elargire contributi a pioggia e per di più non perde l’occasione di vantarsene, quando invece sarebbe ora di dare un taglio a queste pratiche clientelari”. La capogruppo consiliare dei 5 Stelle, Marta Ruggeri, contesta questa modalità di operare, già criticata circa un mese fa durante il dibattito sul bilancio. “Giunta e consiglieri di centrodestra – prosegue – hanno lasciato trascorrere poco tempo prima di ricominciare come se nulla fosse, nonostante i pur severi richiami espressi dai 5 Stelle. Chi ne fa le spese è purtroppo l’interesse generale della comunità marchigiana, perché si smarrisce la scala delle priorità che invece dovrebbe essere orientata da una corretta ed efficace programmazione piuttosto che dal poco nobile intento di soddisfare le clientele dei referenti locali della maggioranza di turno con prebende per la propria città, anzi, a volte addirittura per il proprio quartiere. Tra le centinaia di migliaia di euro che sommano i piccoli contributi a Comuni ed associazioni varie, di cui leggiamo persino le vanterie di qualche consigliere regionale, può succedere che rimanga sospeso nel limbo dell’indeterminatezza un progetto di grande qualità e rilievo come l’hospice per le cure palliative delle malattie pediatriche”. Durante il dibattito sul bilancio il gruppo consiliare di M5S aveva proposto (inascoltato) di dare un esempio virtuoso, chiedendo una seria programmazione e testi unici tematici per le leggi di spesa regionali, procedendo a una semplificazione normativa che superasse le tante leggine “ad hoc”, oltre a smetterla con le autorizzazioni di spesa della tabella E, la cosiddetta tabella delle “marchette”. “Giunta e maggioranza – conclude Ruggeri – preferiscono invece gli interventi di carattere estemporaneo, di corto respiro come la proposta di legge discussa oggi in prima commissione sulle infiorate. Contengono senz’altro anche qualche buona intuizione, ma il torto è che le risorse sono diluite in mille rivoli, spesso con una scarsa attinenza riguardo alle priorità che una Regione deve affrontare in piena pandemia. Una modalità di amministrare molto discutibile, che rivela una strategia più incline al consenso elettorale, perfino gattopardesca rispetto alla dichiarata volontà di girare pagina. Le buone pratiche vengono solo enunciate, mentre alla prova dei fatti tutto resta com’era prima, anzi, ben peggio”.






















