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Nei giorni scorsi la stampa nazionale ha riportato notizie preoccupanti a proposito della grave crisi economico/finanziaria che sta attraversando la società Saipem Spa (in cui è stata incorporata la ex Snamprogetti), grande multinazionale che opera nel settore dell’energia e delle infrastrutture in ambiti che spaziano dal petrolio al gas e alle rinnovabili. Il 31 gennaio scorso l’A.D. di Saipem ha annunciato perdite per oltre il 30% del capitale sociale, provocando una forte caduta del titolo, quotato in borsa, ed ha acceso i riflettori sulla profonda crisi finanziaria che l’azienda starebbe attraversando da tempo; come si apprende dalla stampa specialistica, i due maggiori soci di Saipem Spa, ovvero Eni Spa e CDP (Cassa Depositi e Prestiti), come primo approccio al problema hanno affiancato due nuovi manager all’attuale Amministratore delegato: il direttore generale Puliti (ex Eni) e il direttore finanziario Calcagnini (ex CDP); è stata inoltre annunciata sulla stampa la necessità di una importante ricapitalizzazione, ovvero un aumento di capitale dai vecchi soci o da nuovi (molto probabilmente esteri), a cui seguirà verosimilmente un nuovo piano di ristrutturazione industriale. Già nel 2014 il Centro Saipem di Fano fu oggetto di un progetto di acquisizione da parte di investitori stranieri, tentativo che venne sventato dai lavoratori dell’azienda con il sostegno della politica sia locale che nazionale.

Il Centro operativo di Fano nasce come Snamprogetti nel 1970; esso ha rappresentato nel passato, e rappresenta ancora oggi, una notevole risorsa sia per lo sviluppo sociale e culturale della città sia per la ricaduta economico-finanziaria sul territorio derivante dall’indotto (tecnico, manifatturiero) e microindotto (ricettivo, commerciale). Nell’ultimo decennio il centro fanese ha assunto un considerevole numero di giovani laureati di varia estrazione specialistica, soprattutto in area tecnico-ingegneristica. Il Centro Saipem di Fano attualmente dà lavoro a circa 700 dipendenti, figure ad alto profilo tecnico, oltre a essere con il suo indotto un volano di occupazione per tutto il territorio. Riteniamo quindi che vada posta particolare attenzione alla situazione di crisi della Saipem, dal momento che le vicende aziendali potrebbero riflettersi sugli aspetti occupazionali, in considerazione del fatto che le operazioni finanziare di vasta portata sono spesso seguite da profondi ridimensionamenti del personale. I consiglieri Comunali di Fratelli d’Italia, Lucia Tarsi e Giuseppe Pierpaoli, nel Consiglio comunale di martedì 22 febbraio presentano una interrogazione al Sindaco, per conoscere se la Giunta Comunale sia a conoscenza dei fatti così come presentati dalla stampa e per conoscere se l’amministrazione fanese intenda difendere l’esistenza del Centro Saipem di Fano, riconoscendone la portata industriale e la dignità economico-sociale.

Tarsi e Pierpaoli chiedono inoltre al Sindaco se si sia già fatto parte attiva, o se intenda farlo, per aprire immediatamente un canale informativo puntuale e costante con Saipem, a cui potrebbero seguire eventuali tavoli di confronto con azienda, parti sociali, Regione e Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di intraprendere tutte le azioni utili e necessarie a scongiurare il rischio di depotenziamento della sede Saipem di Fano con conseguente ricaduta sui posti di lavoro.

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Lucia Tarsi – Giuseppe Pierpaoli - Fratelli d’Italia Fano

                                                                                                                                 

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