
TERRE ROVERESCHE La conferenza dei servizi ha espresso parere favore al biodigestore che la ditta Feronia intende impiantare nel Municipio di Barchi. Antonio Sebastianelli appena riconfermato sindaco di Terre Roveresche replica che «non appena riceveremo la documentazione ufficiale sarà nostra premura ricorrere al Tar. Se ce lo aspettavamo? Direi di sì perché la Regione si era già espressa favorevolmente». Il sindaco focalizza la questione più importante «vale a dire che bisogna fare estrema chiarezza sul tipo dell’impianto in questione, se di fonti rinnovabili o di termovalizzatore di RSU». La decisione può considerarsi una sorta di tegola nei confronti di un primo cittadino riconfermato a grande maggioranza, oppure una manovra messa in atto subito dopo le elezioni. «Nel corso della campagna elettorale i nostri avversari avevano strumentalizzato la questione sostenendo la seconda ipotesi. In verità si sapeva da tempo la data in cui si sarebbe riunita la conferenza dei servizi dopo ripetuti rinvii. Come detto c’era poco da sperare visto il parere della Regione. Noi confermiamo l’intenzione di ricorrere al Tar. Certo è che la volontà popolare non è stata minimamente ascoltata. Noi come amministrazione comunale abbiamo fatto il nostro dovere in quanto di nostra competenza per legge l’assetto e la gestione del territorio». Mille300 diffide motivate contro il biodigestore erano state depositate in Provincia a maggio 2021 con relativa richiesta di risarcimento danni per la svalutazione che potrebbero avere immobili e attività commerciali. Nella riunione popolare di Barchi a luglio dell’anno scorso erano state ribadite tutte le ragioni del no all’impianto. Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Coopagri e Confcommercio inviavano una mozione in Provincia. Non sono mancate le contestazioni di note aziende imprenditoriali e associazioni del posto, che potrebbero vedere vanificati gli sforzi fatti per la valorizzazione e la commercializzazione dei loro prodotti. Per il Comitato a difesa del territorio «i pareri positivi espressi presentano evidenti errori e carenze istruttorie. La viabilità inadatta come confermato dal responsabile provinciale e da quello del Comune di Terre Roveresche. Il Piano d’ambito ha abdicato al suo compito non procedendo alla localizzazione dell’impianto di trattamento provinciale della frazione organica dei rifiuti urbani (FORSU), esponendo il territorio, e Barchi, alle incursioni di società private contro la volontà del Comune e dei cittadini». Andato a vuoto anche l’invito ai rappresentanti politici «per dimostrare l’interesse per il proprio territorio anziché seguire logiche meramente economicistiche. Difficile riconoscere la compatibilità ambientale di un impianto privo della capacità di approvvigionamento visto che è stato presentata solo una mera manifestazione di interesse di ditte al di fuori della nostra provincia. Bisogna impedire che si costruiscano cattedrali nel deserto realizzate ai soli fini di conseguire finanziamenti pubblici in un’area agricola fiorente».





















