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Sulla chiusura del pozzo del Burano, l’intervento congiunto dei Comuni di Cagli e Cantiano
 
A seguito della nostra richiesta del 30 agosto u.s., nel comitato provinciale di Protezione Civile di ieri, constatato che gli invasi, con particolare riferimento a quello del Furlo, hanno recuperato gran parte della loro capacità di accumulo grazie alle recenti piogge e alla diminuzione delle temperature, è stato finalmente CHIUSO nel primo pomeriggio di ieriil pozzo Burano, dopo 41 giorni. In generale nelle precedenti aperture, come dettagliatamente illustrato dai tecnici della Regione Marche nel corso dell’assemblea pubblica da noi organizzata a fine luglio e come risulta dal report pubblicato sui nostri siti web, si è rilevato un tempo di pieno recupero della pressione simile a quello della durata dell’apertura del pozzo, con un andamento pressoché lineare, fatti salvi alcuni incrementi improvvisi e più consistenti che si rilevano in occasione delle precipitazioni piovose. Trend questo confermato già dai primi dati sull’ immediato innalzamento della pressione a seguito della chiusura. Attendiamo comunque i dati relativi all’apertura di quest’anno opportunamente elaborati e commentati dagli esperti in materia. Nel corso del comitato di ieri mattina la Protezione Civile Regionale ha avuto modo di porgere le proprie scuse per l’aumento dell’attingimento a 300 lt/s effettuato il 18 agosto u.s. senza convocazione del Comitato né formale comunicazione agli enti interessati; relativamente a tale aumento teniamo a precisare che alle amministrazioni di Cagli e Cantiano è pervenuta, tramite e-mail, la sola proposta delll’Aato, proposta finalizzata a contrastare una consistente fioritura algale rilevata negli invasi a causa delle alte temperature (fioritura che comprometteva la capacità di depurazione) e sempre tramite e-mail le medesime amministrazioni hanno manifestato il proprio dissenso in considerazione della mancata adozione uniforme su tutto il territorio provinciale di azioni serie per la limitazione degli sprechi. Le amministrazioni comunali di questi territori intendono continuare a gestire il problema dei cambiamenti climatici e delle conseguenti crisi idriche con responsabilità e con la massima trasparenza che ci è possibile, pur nella consapevolezza della sua grande complessità, per cui non esistono soluzioni univoche né semplici. Continueremo a vigilare affinché l’agenda di interventi che abbiamo proposto per arginare questo problema e che l’Aato ha approvato praticamente all’unanimità sia attuata, senza avere la pretesa e la presunzione che questi siano tutti gli interventi possibili.
Abbiamo chiesto ed ottenuto che il pozzo Burano continui ad essere gestito dalla Protezione Civile, quindi aperto solo in caso di emergenza idrica, abbiamo chiesto ed ottenuto che vengano effettuati studi approfonditi e qualificati sui punti di debolezza del nostro sistema di approvvigionamento idrico e sulle possibili soluzioni, abbiamo reso pubblici tutti i dati a nostra diposizione e così faremo con i dati e gli studi futuri. Abbiamo avviato con l’assemblea pubblica di luglio un confronto all’interno delle sedi istituzionali con tutti i cittadini, che ci auguriamo possa essere serio e collaborativo e che vada oltre le posizioni ideologiche e precostituite e/o gli slogan da social, sicuramente più “acchiappa like” di un convegno o di una relazione tecnica, ma altrettanto sicuramente non risolutivi di un problema oggettivo, grave ed estremamente articolato, per affrontare il quale è necessario un grande senso di responsabilità. Ed è proprio questo senso di responsabilità che ci spinge a continuare questo lavoro durissimo richiamando tutti gli enti al proprio ruolo e ad un maggior rispetto per lo sforzo istituzionale e comunitario che ancora una volta ha garantito la risoluzione di un problema provinciale. Noi continueremo a giocare a carte scoperte, consapevoli che amministrare significa trovare soluzioni, battagliare nelle sedi opportune, avanzare proposte formali e monitorare il loro stato di avanzamento. È proprio ora infatti, ad emergenza conclusa, che inizia il lavoro vero, quello non sotto i riflettori, non nel dibattito social, quel lavoro che ci auguriamo non ci riporti, l’anno prossimo, nella stessa ed identica situazione.
dei Comuni di Cagli e Cantiano

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