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Il futuro casellino di Fano cambia la prospettiva degli interventi per migliorare la viabilità nel settore nord della città. L’ha sostenuto l’altro ieri sera, durante l’assemblea in via Redipuglia, il comitato per la salvaguardia di Trave, Arzilla e Gimarra, che si batte per scongiurare il prolungamento della strada interquartieri. La saletta riunioni si è rivelata troppo stretta per contenere i numerosi cittadini che volevano conoscere nel dettaglio sia il percorso previsto dal progetto sia i suoi effetti sull’ambiente e sul paesaggio della prima fascia collinare. Un centinaio i partecipanti e diversi tra loro hanno ascoltato in piedi, lungo il corridoio, l’illustrazione dei temi e il dibattito successivo. Il casellino di Fano Nord (i lavori sono stati annunciati dal comitato come ormai imminenti) è quindi considerato il completamento ideale della proposta che punta a scongiurare il prolungamento dell’interquartieri, la cosiddetta Variante Gimarra. La giusta alternativa al progetto è considerata dal comitato l’ipotesi di collegare l’attuale viabilità ordinaria al futuro casellino, investendo i 20 milioni del protocollo Regione-Comune (risalente al 2018) anche per mettere in sicurezza le frazioni attraversate dal tratto sud della statale Adriatica. Il comitato ha confermato tutti i suoi motivi di dissenso rispetto alla Variante Gimarra, a cominciare dall’impatto ambientale e paesaggistico (valutato come eccessivo), dal contenuto flusso di traffico che sarebbe intercettato (si stima meno del 30 per cento dei veicoli) per poi essere riportato di nuovo sulla Statale 16 e dai costi che richiederebbero ben più di 20 milioni, costringendo l’ente locale ad accendere un mutuo. Tempi ormai strettissimi per il progetto del prolungamento, perché i lavori dell’opera dovrebbero essere affidati entro la fine dell’anno per non perdere le risorse previste dal protocollo del 2018. Sono intervenuti tra gli altri Luciano Benini (ha illustrato il percorso della variante), Barbara Bellini e Giorgio Pucci del comitato per la salvaguardia di Trave, Arzilla e Gimarra, gli architetti Giorgio Roberti e Michele Nardella (ha proposto di cancellare il prolungamento dal piano regolatore), Giacomo Simoncelli, che ha fornito i dati sul traffico, e Roberta Mei del comitato per la viabilità sostenibile.

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