“Sono le conoscenze che ho maturato in 25 anni di esperienza come consulente aziendale di marketing – afferma Alessandro Barulli manager artistico di San Costanzo – che fanno decidere molti artisti emergenti ed affermati ad assegnarmi l’importante ruolo come loro promoter. È l’interesse per l’arte che mi ha spinto a mettere in piedi questo progetto dal nome Sayato, di promozione per artisti e commercializzazione delle loro opere”.
Cosa significa l’arte per lei? “Per me l’arte è pura emozione e la vivo con trasporto come se guardassi le bellezze della natura. Nel mondo dell’arte trovo quella eccitazione che mi fa apprezzare la geniale creatività degli artisti, il messaggio che sanno trasmettere, la passione viscerale che può scatenare un quadro o una scultura. A volte devo fare attenzione a frenare quell’impulso che mi spingerebbe a comprare le opere che pubblicizzo dei miei artisti, tanto sono per me incantevoli e coinvolgenti”. Come ha iniziato e come si organizza un’esposizione? “Ho iniziato quando il giapponese Yuki Nishimoto, artista molto affermato e famoso in Giappone mi chiese di far conoscere i suoi lavori fuori dal suo paese e mi nominò suo agente per l’Europa. In seguito ne arrivarono altri, che ho incontrato nelle varie mostre oppure attraverso il passa parola o addirittura tramite i contatti web. Da subito iniziai ad organizzare degli eventi che sono abbastanza complessi, perché devono far interagire fra di loro molti soggetti come l’artista, il curatore, il critico, l’eventuale gallerista, colui che si occupa della comunicazione e così via. Il mio lavoro è di fare in modo che tutto si muova senza scontri oppure appianare le varie diversità di questi personaggi, ma la cosa importante è anche far quadrare i conti per riuscire ad avere, se possibile, un positivo risultato economico”. Il Covid ha fatto emergere le esposizioni online, qual è la differenza con quelle in presenza? “L’esposizione online è più facile e veloce da organizzare ed anche la correzione di eventuali problemi è abbastanza agevole. Bello ugualmente per lo spettatore ammirare l’opera sulla schermo, ma certamente non è come vederla da vicino. Invece più complessa è l’organizzazione di una mostra in presenza, certamente più avvincente ed appassionante perché il visitatore è coinvolto in prima persona nell’ammirare a poca distanza l’opera, che assume un connotato quasi magico”. Come vanno scelti gli artisti per un’esposizione? “Sono le mie competenze tecniche in materia d’arte che mi fanno scegliere gli artisti in base alle emozioni che i loro lavori suscitano in me e poi non meno importante è il rapporto umano che si viene a creare. Fondamentale è il relazionarsi. Sarebbe impossibile per me lavorare con un artista anche affermato se non riesco ad instaurare un rapporto di fiducia e preferisco allora di gran lunga lavorare con un artista emergente con il quale riesco entrare in simbiosi”. Ma come deve essere questa collaborazione? “Di grande complicità. Ci sentiamo per confrontare idee, mi inviano foto magari dell’ultimo loro lavoro per avere un mio giudizio ed a volte ci sentiamo per condividere un problema. Nel mio telefono rimbalzano messaggi in tutte le ore del giorno dalle 7 del mattino alle 23 di sera, mentre altri mi chiamano addirittura in piena notte”. Quali sono le maggior esposizioni organizzate? “Dopo la partecipazione a una importante fiera di settore a Milano, sto organizzando due esposizioni in una galleria di Verona con l’artista Mirco Vantini che è un debuttante a cui sto organizzando la sua prima mostra in assoluto e con altri due artisti conosciuti ed apprezzati come Paola Zeppi di Fossombrone ma residente a Monza e Francesco Diotallevi di Mondolfo. Quest’evento si intitola Estremi opposti perché abbiamo voluto scombinare le regole mettendo assieme nello stesso locale due generi d’arte diversissimi fra loro”. Progetti futuri? “Sto organizzando per il periodo natalizio un evento sulla Natività con le opere di Tonino Maurizi. Per il prossimo anno continuerò a promuovere le opere del giapponese Yuki Nishimoto, sperando di riuscire a portarlo in Italia, e con nuove mostre per artisti emergenti per facilitate il loro ingresso a pieno titolo nel mondo dell’arte. Lavorerò per coinvolgere sempre più le Istituzioni pubbliche, perché l’arte è bellezza in modo trasversale ed accomuna persone di ogni estrazione sociale e di ogni angolo del mondo. L’arte può divenire un mezzo di marketing territoriale e la nostra Italia è piena di bellezze artistiche e paesaggistiche”.






















