Ci risiamo! La storia è sempre la stessa. Quando ci sono alberi belli e di valore ambientale vicino a manufatti da sistemare, non si riesce a trovare la soluzione per salvare capra e cavoli e quasi sempre a soccombere sono gli alberi. Nel caso della chiesetta della Cupa in zona Metaurilia, però il tecnico comunale ha negato per ben due volte l’abbattimento del cipresso secolare adiacente, ma alcuni abitanti della zona non si rassegnano e insistono, soprattutto nei confronti dell’assessore al turismo, per farlo tagliare. Dicono che un albero si può ripiantare, ed è vero, ma non certo quello! Dicono che c’era un altro cipresso vicino alla chiesetta che in anni precedenti è stato tagliato, su autorizzazione della Forestale, come se ciò fosse una licenza per fare altrettanto. Poiché la chiesetta è stata costruita troppo vicino al cipresso, che già era lì da tempo, perché non la si sposta? Fra l’altro non si tratta né di un manufatto storico né di un edificio grande e particolare pregio, anzi, tutt’altro! Visto che ad essere interessati al restauro sono proprio i fedeli di quel luogo di culto, da credenti pensano che l’albero, opera della natura e quindi di Dio, sia meno importante e utile di un’opera fatta dall’uomo solo 60 anni fa? Poi, sulla stabilità dell’albero ci piacerebbe sapere, che competenze ha il cittadino interessato per affermare che l’albero cadrebbe in caso di demolizione della chiesetta! Quindi, in conclusione, gli alberi secolari sono monumenti della natura e pertanto vanno curati e non abbattuti. Se non ci fosse la possibilità di ristrutturare la cappella salvaguardando il cipresso, allora è meglio che questa sia spostata e ricostruita anche poco lontano.
La Lupus in Fabula






















