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Fossombrone sotto choc. In ogni angolo si respira un clima surreale. Attonito. Si piange la tragica morte di Filippo Giovanelli, appena 18enne. Lungo la vecchia Flaminia, all’altezza della frazione di San Lazzaro, ieri mattina verso le tre stava rientrando a casa in sella al suo booster da Fermignano dove aveva trascorso la serata con amici. All’improvviso ha perso il controllo del mezzo. È uscito di strada sulla destra prima di una semicurva. Ha cercato di riportare il proprio mezzo sulla strada. Il dislivello del manto bituminoso glielo ha impedito. Il booster ha preso velocità sull’erba bagnata impattando contro la parte iniziale del guardrail. Filippo è volato contro il muro di un capanno in pietra sottostante. Il casco è volato sulla parte opposta della strada. Con lui sul sellino posteriore una amica che non ha riportato traumi gravi e che è stata ricoverata all’ospedale di Urbino per accertamenti. A dare l’allarme è stato un altro ragazzo che seguiva Filippo con il proprio motorino. Ai primi soccorritori il 18enne era apparso lucido e collaborativo. La speranza immediata è stata quella di pensare che la sua forte fibra fisica avrebbe retto. Con il trascorrere dei minuti ha cominciato a lamentare dolori alla schiena. È stato trasferito in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Fano dove decedeva poco dopo. Quasi certamente, si ritiene, a causa di un’emorragia interna tanto rovinoso è stato il tonfo. Sulla dinamica dell’incidente stanno svolgendo gli accertamenti i carabinieri di Fossombrone. Anche alla luce della conformazione del luogo c’è chi esclude che Filippo si sia trovato in difficoltà per l’improvviso attraversamento della strada da parte in un animale selvatico. Fenomeno che, comunque, in quei paraggi viene segnalato spesso. Increduli e con gli occhi tumidi gli amici che ieri pomeriggio si sono portati sul luogo della tragedia posando un mazzo di fiori e accendendo dei lumini per rendere omaggio al loro caro e simpatico amico, dallo sguardo luminoso e dal carattere affabile e cordiale. Hanno cercato di capire cose fosse successo cercando qualche traccia. Rilevando qualche segno lasciato dallo pneumatico sul ciglio che separa l’area verde dall’asfalto. Lo specchietto retrovisore sinistro schiantato a terra accanto ai fiori. Un continuo andirivieni di amici e amiche. Abbracci sinceri. Lacrime che a difficoltà vengono trattenute. Sguardi perduti nel vuoto quasi tutti si vivesse un incubo irreale. Il sorriso di Filippo si confonde ormai tra le nuvole. Lascia nel doloro senza fine la mamma, il papà e la sorellina più piccola. I parenti tutti avvolti da un grande abbraccio solidale di quanti vorrebbero essere loro vicini. Le parole non bastano per descrivere il senso di sconforto. Se ancor più si pensa, come fa notare qualcuno quasi disperato, che Filippo ha perso la vita a poca distanza dall’abitazione della nonna. Sarà impossibile dimenticare quanto successo. Un evento che lascia un segno indelebile per colpa di un destino che nessuno potrà mai spiegare.

 

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