iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
carne
legno

Lettera di un cittadino di Fano

C’era una volta, tanto tempo fa, in un mondo ancora in bianco e nero, il tutto delle cose. In un mondo ancora povero e spoglio dell’abito del “progresso” che oggi gli abbiamo fatto indossare come una camicia di forza, sono nati uomini in grado di vergare parole che hanno formato costituzioni e carte sui diritti alla vita sulle quali ci dovremmo aggrappare tutt’oggi, molto tempo dopo. Nessuno ha mai più scritto così. Prima ancora che le grandi guerre tingessero di rosso i toni di quegli anni, nobili pensieri furono imbrigliati su quella carta come speranza e monito nel far valere e non violare la vita umana. Stiamo vivendo in un periodo storico cruciale, un periodo in cui il sangue versato nel passato non è servito, forse non a sufficienza, a fermare la mattanza patrocinata dai dignitari nei confronti dei cittadini, come singoli e come società. Una mattanza ai valori, alla verità, ai diritti. È sempre più usuale sentirsi presi in giro, depauperati della dignità che ci distingue come essere viventi, amareggiati dal fiele delle pseudo promesse che ci vengono propinate come propaganda ipnotizzante. Da questo excursus si comprende più chiaramente il saggio popolare “tutto il mondo è paese”. Sì, perché non serve andare fuori dal nostro continente per capire cosa significhi essere discriminati o defraudati di qualcosa. C’era una volta, tanto tempo fa, in un mondo ancora in bianco e nero, ciò che oggi non si è più capaci di rispettare, i diritti umani!

scarpe firmate
arredamento interno
scarpe moda
irish pub cantiano
moda donna