Un pacchetto di iniziative contro il progetto di ciclovia voluto dall’attuale giunta regionale. È stato ipotizzato durante l’assemblea organizzata ieri sera dal Pd fanese nella sede del circolo ricreativo a Cuccurano, frazione dove sono segnalati 12 espropri di terreni privati sui 98 necessari a realizzare il nuovo percorso. L’iniziativa è servita per riassumere lo stato dell’arte e, con il procedere degli interventi, anche per abbozzare un’agenda di proteste, che saranno valutate nei prossimi giorni. Andrea Biancani, consigliere regionale del Pd, ha affermato di avere già avviato la pressione politica sulla Regione: un’interrogazione in argomento e una richiesta di accesso agli atti per sapere se il finanziamento iniziale di 4 milioni e mezzo sia sfumato oppure no («Mi risulta che la scadenza fosse il 31 dicembre scorso»). L’amministrazione fanese, nel frattempo, si è rivolta a Rfi per chiedere di poter utilizzare il sedime lungo l’ex ferrovia Fano Urbino e realizzare a proprie spese una ciclovia coerente con il cosiddetto progetto Biancani. Ribadita invece la completa contrarietà «all’arzigogolo costoso e inutile, irto di criticità, voluto dall’attuale giunta regionale: un’assurdità che non può essere definita ciclovia, perché non ne rispetta le caratteristiche», è stato detto in assemblea. Biancani ha messo a confronto le due soluzioni: 4 milioni e mezzo per i 17 chilometri di ciclovia da Fano a Tavernelle, lungo il sedime ferroviario e di conseguenza senza necessità di espropri; ci sono invece 6 milioni e mezzo, (di cui 2 e mezzo per il ponte ciclabile sul canale Albani) nella disponibilità del progetto voluto dall’attuale giunta regionale, che prevede gli espropri (per un totale di 476.000 euro) e «non arriva a Cuccurano». L’altro livello di pressione ipotizzato in assemblea riguarderebbe invece i residenti: un eventuale esposto alla Corte dei Conti contro il progetto della giunta regionale e nuove iniziative di protesta, «anche per vedere come reagisce tutta quella parte di centrodestra finora silente». Ha partecipato all’assemblea una trentina di persone, presenti fra gli altri la presidente in consiglio comunale Carla Cecchetelli, l’assessore comunale Dimitri Tinti, il vice sindaco Cristian Fanesi, l’ex governatore Luca Ceriscioli e l’ex vice presidente del consiglio regionale Renato Claudio Minardi. Al tavolo dei relatori, insieme con Biancani, l’ambientalista fanese Enrico Tosi, un promotore della ciclovia lungo la vecchia tratta ferrata, la capogruppo consiliare del Pd locale, Agnese Giacomoni, e il segretario del partito fanese, Tommaso Della Dora. Dal pubblico domande appuntite anche sul comportamento dell’amministrazione fanese: «Perché il Comune ha accettato il progetto voluto dalla Regione, se è sbagliato?». La delegazione Pd in giunta ha specificato di non avere approvato la decisione.





















