Buon senso e pragmatismo sono i valori che animano l’odg presentato dai consiglieri Fumante e Giacomoni del Partito democratico di Fano e approvato ieri in Consiglio comunale, sebbene con il voto contrario di tutti i partiti di opposizione. Il documento, con cui il Comune di Fano richiede a RFI un titolo per poter utilizzare il sedime della ex ferrovia Fano-Urbino nel tratto di sua competenza territoriale, si prefigge vari obiettivi. Innanzitutto rispondere alla richiesta dei cittadini che manifestano da anni insofferenza per l’indecente stato di abbandono e di degrado in cui verte tutta la tratta ferroviaria e su cui purtroppo l’Amministrazione comunale non ha competenza per intervenire, trattandosi di una proprietà delle Ferrovie dello Stato: da quando la linea Fano-Urbino è stata sospesa – era il lontano 1986 – e poi dismessa, una vegetazione folta e selvaggia ha preso il sopravvento, insetti e animali indesiderati arrecano disagi e pericoli a coloro che abitano nei pressi del sedime. Insomma una ferita aperta che solca il tessuto urbano della nostra città, anche in prossimità di quartieri densamente popolati. Se RFI accoglierà la nostra richiesta, peraltro in linea con la stessa istanza avanzata dal sindaco dopo la condivisione in Giunta, sarà possibile riconsegnare ai cittadini un percorso agevole e sicuro da fruire a piedi o in bicicletta, molto utile per collegare in tutta sicurezza i nostri quartieri. In attesa che venga finanziata e ripristinata la nuova ferrovia metaurense, progetto sostenuto dalla Regione, la quale in virtù di tale ripristino ha cestinato il progetto della Ciclovia del Metauro realizzata accanto al sedime – progetto peraltro che era stato già finanziato e da sempre avallato dal Pd di Fano -, avremmo la possibilità di valorizzare la vegetazione ad alto fusto, talora di pregio, già esistente accanto al sedime e di realizzare, ai lati della massicciata, un parco verde lineare, utile per la sosta di pedoni e ciclisti. Insomma un’occasione preziosa per riqualificare una tratta abbandonata e restituirle tutto il decoro che merita, al momento inesistente. Ci lascia molto perplessi l’ostinazione cieca e irrazionale, avulsa da ogni legame con la realtà, con cui la destra regionale, sostenuta a Fano, su questo tema, da tutti i partiti di opposizione, intende persistere su un progetto che, per i costi enormi e la sua evidente incompatibilità con il contesto urbano, siamo certi che non sarà mai realizzato: basta recarsi sul posto per rendersi conto che il ripristino di una ferrovia turistica e/o commerciale su quella tratta renderebbe necessario, per le distanze di sicurezza previste, abbattere diversi edifici, che peraltro risultano costruiti con il nulla osta o senza opposizione da parte di RFI. Attendiamo speranzosi la pubblicazione di due studi di fattibilità commissionati a partire dal 2019 e costati allo Stato la bellezza di 1 milione e 350.000 euro e i cui esiti vengono misteriosamente tenuti in un cassetto. Dopo la chiara espressione del Consiglio comunale, sarà decisiva un azione politica coordinata e determinata nel coinvolgere gli altri Comuni della vallata e far seguire alla richiesta formale anche un apposito incontro con i dirigenti di RFI, poiché è compito dell’Amministrazione comunale pretendere una autentica tutela di questo “corridoio” che attraversa la città e che potrebbe diventare una vera infrastruttura del benessere.
I consiglieri comunali Pd Fano Enrico Fumante - Agnese Giacomoni






















