I sindaci di Terre Roveresche, Mondavio e Fratte Rosa alla marcai di protesta di marzo
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I sindaci di Fratte Rosa, Terre Roveresche e Mondavio  alla marcai di protesta di marzo contro il biodigestore 

TERRE ROVERESCHE Biodigestore di Rafaneto di Barchi e piano dei rifiuti. Ha tutta l’aria di una manovra a largo respiro la richiesta di audizione che il sindaco di Terre Roveresche Antonio Sebastianelli ha chiesto alla commissione ambiente della Regione, presieduta da Luca Serfilippi. L’incontro è in programma il 6 aprile alle 10 e in quella sede il sindaco avrà modo di fare il punto della situazione. Dopo il dibattimento dell’8 marzo Terre Roveresche attende la sentenza del Tar Marche sul ricorso del Comune e del Comitato a tutela del territorio avverso la concessione dell’autorizzazione della Provincia per l’insediamento del biodigestore. Lo stesso sindaco sottolineare principi essenziali: non c’è ancora un piano per la gestione dei rifiuti a livello provinciale e regionale; quello precedente è scaduto nel 2020; sono mutate le condizioni generali rispetto allo stesso piano redatto nel 2015; bisogna tener conto delle norme emanate in sede europea; si parla sempre più di carburanti sintetici rispetto ai biocarburanti. Tutti indicatori per una premessa fondamentale: la produzione di metano dai rifiuti organici ad opera del biodigestore viene di fatto surclassata dalla necessità di smaltire in modo adeguato i rifiuti. Questioni articolate di non poco conto. Tanto che sembra tornare a galla, per quanto il sindaco non ne abbia fatto cenno in termini espliciti, l’idea di un piccolo biodigestore riservato allo smaltimento dei soli rifiuti del territorio. Accantonando l’arrivo di quantità abnormi provenienti chissà da dove, progetto che interessa il “grande” biodigestore. Sebastianelli si è già detto in precedenti occasioni favorevole alla seconda soluzione che non andrebbe ad inficiare l’equilibrio ambientale di un comparto che eccelle per un’agricoltura qualitativamente riconosciuta e non solo localmente. La marcia contro il biodigestore ha registrato la presenza di non meno di mille persone. Quel lungo serpentone che ha attraverso le fiorenti campagne resta immagine indelebile.

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