
TERRE ROVERESCHE «Non servono nuovi mega invasi, ma quelli di contenimento lungo il fiume, pulire dai detriti quelli esistenti e soprattutto sottolineo a viva voce che abbiamo a che fare con una burocrazia asfissiante per quanto attiene, esempio eclatante nel nostro territorio, il ripristino del lago, denominato Bergamo, di Barchi» commenta Antonio Sebastianelli sindaco di Terre Roveresche facendo riferimento alla pioggia battente dei giorni scorsi «che per fortuna nel nostro territorio ha provocato solo qualche smottamento a differenza di quanto di tragico è successo altrove». A ottobre del 2020 il Comune di Terre Roveresche decideva di ripristinare il lago di Barchi «che avrà effetti positivi non solo nel territorio ma in tutta l’area tra le valli Metauro e Cesano – si legge nel deliberato – in quanto utilizzabile per l’approvvigionamento di acqua per l’irrigazione estiva con enormi benefici per l’agricoltura e l’economia locale; quale valvola di regolazione dei deflussi e per la laminazione delle piene; a scopo turistico-ricreativo e come riserva d’acqua per i mezzi aerei antincendio». Una sorta di preveggenza. Da anni incalza il Gruppo Acqua di Urbania sul progetto laghi da realizzare lungo il Metauro come vasche di contenimento per frenare la violenza delle piene e come depositi per far fronte alla siccità. Agli appelli continui perché almeno si apra il confronto solo due sindaco si sono fatti avanti per condividere il progetto: oltre a Sebastianelli il primo cittadino di Fossombrone Massimo Berloni. Quale sia l’inghippo per il ripristino del lago di Barchi dopo l’acquisto in diritto di superficie dal Consorzio di Bonifica delle Marche dell’area conosciuta come lago Bergamo nel Municipio di Barchi, Sebastianelli lo sintetizza in poche parole evidenziando che «è giocoforza che in quell’area siano cresciuti alberi e che il verde abbia preso possesso, ma ciò è avvenuto dopo che il lago è stato svuotato nel 1985 a causa della sua inadeguatezza rispetto alle norme di allora. Speriamo di superare l’ostacolo». Il lago era stato realizzato tra gli anni ’60 e ‘70, di 7 ettari con uno sbarramento in terra sul Fosso Bergamo, diramazione di testa del Rio Vergineto, ed era solcato da zattere e piccole imbarcazioni. Qualcosa si sta muovendo. L’associazione LiberaMente di Colli al Metauro ha organizzato per il 26 p.v. alle 21 nel centro civico di Villanova, un incontro con Michele Ranocchi direttore dell’AATO1 su “Acqua: invasi e pozzi, situazione attuale e sviluppi futuri”. Punto di partenza il precedente incontro svoltosi poco più di un mese fa a Calcinelli presente anche l’assessore regionale Aguzzi oltre ai responsabili del progetto laghi.






















