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Marta Ruggeri

Nei giorni scorsi ho presentato una interrogazione in Consiglio regionale affinché il Presidente e l’Assessore competente siano più chiari su quanto avvenuto per la riduzione delle liste d’attesa del periodo pandemico. Occorre innanzitutto premettere che durante il Governo Conte II con il Decreto Legge n. 104 del 14 agosto 2020 sono stati stanziati dei fondi al fine di ridurre le liste d’attesa relative alle prestazioni non erogate nel periodo di emergenza da Covid-19. Per la nostra Regione sono stati stanziati euro 12.861.641,00 dei quali euro 1.650.351 per l’eventuale coinvolgimento di strutture private accreditate. La Fondazione Gimbe ha riscontrato in merito che per l’anno 2022 la Regione Marche ha impegnato solo il 36% dei fondi messi a disposizione dal Governo. In un articolo apparso il 25 giugno l’Assessore Saltamartini ha dichiarato che: “Il Ministero della Sanità aveva autorizzato le Regioni a impiegare le somme non utilizzate nei Lea anche per altre finalità sanitarie”. Nella mia interrogazione ho evidenziato quanto emerge nella Legge di Bilancio n. 234/2021 all’art. 1 comma 279, che dice esplicitamente che ove il Ministero della Salute verifichi positivamente l’insussistenza del fabbisogno di recupero delle liste d’attesa, il finanziamento possa rientrare nella disponibilità del servizio sanitario della regione per lo svolgimento di altra finalità sanitaria. Per questo motivo, data l’importanza del tema, ho presentato prima una richiesta di accesso agli atti ancora inevasa, poi ho deciso di interrogare il Presidente e l’Assessore competente affinché provvedano a chiarire quante risorse messe a disposizione dal Governo Nazionale sono state utilizzate per il recupero delle liste d’attesa per tipologia (ricoveri, screening e specialistica ambulatoriale) e soprattutto se c’è stata una valutazione da parte del Ministero della Salute per impiegare le somme non utilizzate nei Lea anche per altre finalità sanitarie. Il problema delle liste d’attesa è purtroppo legato alla rinuncia alle cure, è una responsabilità che la Regione deve prendersi per dare risposte a tutti i cittadini, non possiamo lasciare la certezza di avere un esame o una visita specialistica in tempi rapidi solo a chi può permettersi di andare da un privato.

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Marta Ruggeri, capogruppo del M5S in consiglio regionale

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