I monitoraggi recenti indicano che Fano rappresenta uno degli ultimi luoghi naturali delle Marche in cui è ancora possibile trovare in libertà questo affascinante animale.
I motivi della sua rarità sono purtroppo ben noti: il principale fattore è la mancanza di habitat adeguati, come stagni poco profondi ricchi di vegetazione con acqua presente, che sono i più adatti ma poco frequenti. Molto negativa la presenza di specie esotiche invasive, come la testuggine palustre dalle orecchie gialle/rosse (Trachemys scripta spp.) che rappresenta un importante competitore per il cibo e per gli spazi, oltre che un vettore di pericolose patologie per Emys.
Il monitoraggio fa parte del progetto europeo Life URCA ProEmys (URgent Conservation Actions pro Emys orbicularis in Italy and Slovenia – www.urcaproemys.eu), al quale la nostra Associazione ha aderito, cofinanziato dal Programma LIFE dell’Unione Europea e coordinato dal WWF Italia in collaborazione con enti di ricerca come l’Università di Pisa, l’Università di Firenze, l’Università di Modena-Reggio Emilia, Acquario di Genova e il Centro Studi Bio Naturalistici, insieme a 2 Enti gestori di aree Natura 2000 sloveni.

I monitoraggi appena conclusi a Fano sono stati aperti al pubblico, coinvolgendo appassionati, famiglie e bambini in un progetto scientifico di rilevanza europea, permettendo loro di scoprire come viene effettuata una ricerca scientifica i cui dati saranno utilizzati da ricercatori di tutto il mondo.






















