iliad kena Tim elettrodomestici elettronici a Cagli
carne
legno
di Anna Maria Polidori

Sebbene non ci fossero propriamente 20 gradi all’ombra, un folto pubblico ha aderito al concerto tenuto nella piazza del Teatro Comunale di Cagli ieri 16 dicembre dalle 17 alle 18,30 da Omar Conti (di Fossombrone) grazie al suo… maggiolone super-accessoriato. È affezionato a quest’auto Omar. Racconta che più che la benzina quel che fa la differenza è il buon mantenimento di tutti i pezzi. Il suo maggiolone non è di una cilindrata enorme. “Parliamo di un 1600 costruito nel 1973. In Germania li chiamavano i Super-Beatles, da noi vennero ribattezzati maggioloni”.

Molte arie famose da Alleluja, a My Heart will Go on di Celine Dion, colonna sonora dello struggente film Titanic, canzoni natalizie, Omar durante il concerto, in genere ogni due esecuzioni, ha parlato di lui, delle sue aspettative, di questa società che vuole tutti standardizzati. Ama il Natale: “Beh lo vedete da voi: pure il mio maggiolone è rosso come la slitta di Babbo Natale!  In questo periodo dell’anno l’amore è la parola che sento di più dentro di me e che dovrebbe caratterizzarci un po’ tutti. Però, che confusione! Regali, pranzi… No, no, siamo fuori strada. Sapete che cosa dovremmo fare invece? Dare agli altri qualcosa di noi. Riempiamo prima di tutto le nostre mancanze, i vuoti interiori, tornando individui liberi, colmi d’amore da donare al prossimo. Io ho fatto così. Prima di tutto mi sono preso cura di me, della mia anima ed ora, sazio, posso rilasciare amore per gli altri”.

Non ce l’ha necessariamente con i regali Omar, ma pensa che, prima di tutto “Dobbiamo fare meno regali agli altri e pensare di più a noi stessi. Accendiamo ad esempio una candela rivolgendo un pensiero ai nostri cari. Creiamo spazi per darci… spazio!”. Dobbiamo credere a Babbo Natale. Soprattutto noi adulti. “Provate a fare questo esercizio: scrivetegli una lettera. Che cosa gli chiedereste? Buttate inoltre giù gli intenti per l’anno che sta entrando”.

Ha girato in lungo e in largo per l’Italia Omar e ci tiene a condividere un’esperienza di vita vissuta a Carpegna. “Ero lì a Ferragosto, in vacanza. Non avevo pianificato alcun concerto. Poi, però, vista la bella zona dove mi trovavo, mi sono detto: senti, comincio a suonare, all’improvviso, chi c’è c’è, chi non c’è non c’è. A un certo punto, durante il concerto molte persone hanno cominciato a piangere per l’emozione, ma più di tutte una signora. Era una vera fontana! Oh: piangete, mi raccomando, il pianto è di gran beneficio contro i traumi emotivi. Bene: la signora, quando le chiesi perché fosse così scossa ci raccontò che era appena scampata da un tumore ai polmoni che l’aveva provata gli scorsi due anni. Ogni settimana passeggiava per quei boschi e questa era stata la sua prima uscita dopo la malattia”. Un messaggio importante: “Cerchiamo sempre la libertà.”

Quel che ha colpito musicalmente l’esibizione di Omar è stata la sensibilità al piano, l’originalità di esecuzione dei pezzi. Conti sa come smuovere l’animo delle persone, riscaldandole con il calore della musica. Al termine questo ragazzo si è fermato a parlare, fare selfie, autografare DVD, abbracciare persone, affabile. disponibile con tutti, libero e felice.

scarpe firmate

 

 

 

scarpe moda
arredamento interno
moda donna
irish pub cantiano