In questi ultimi giorni abbiamo avuto la dimostrazione della distanza che c’è fra il dire e il fare, fra le dichiarazioni politiche contro il progetto di discarica e le mosse di Aurora, la società che è stata costituita per realizzare l’ecomostro da 5 milioni di metri cubi di rifiuti. Non si può che essere felici per le dichiarazioni di solidarietà che provengono da tutto l’arco costituzionale, ma dopo aver appreso che il ricorso al TAR intentato da Aurora è stato ritirato dalla stessa e letto le dichiarazioni alla stampa dei vari funzionari coinvolti, chiediamo a tutti gli enti (Provincia, Regione e Comuni) di attenersi alle disposizioni di legge e soprattutto non prolungare oltre questa situazione di continuo rimpallo: non fa altro che esacerbare gli animi spingendo la cittadinanza verso proteste e disaffezione nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Parliamoci chiaro: qui non si tratta di decidere come convogliare le acque o quale sia il miglior modo di mascherare un capannone. Si tratta di un vero disastro annunciato in un luogo simbolico della nostra terra. Questa storia deve essere chiusa adesso, ponendo fine alle dichiarazioni d’intenti che potrebbero altrimenti perdurare per tutta la campagna elettorale in una inutile e dannosa litania di scongiuri. Chi prenderà coraggio e scriverà la parola fine su questa vicenda? Al momento vediamo solo un continuo trincerarsi dietro formule amministrative che sembrano essere dei paraventi. Ai sensi dell’articolo art. 27 bis (commi 5 e 8) del Dlgs 152/2006, la Provincia ha concesso i 180 giorni di sospensione richiesti dalla proponente, sempre in base alla norma non può concedere altre sospensioni. Aurora prenda atto che è decaduta dalla istanza di autorizzazione e ognuno stia al suo posto. Riceci non si tocca.
Francesco Veterani portavoce Assemblea Permanente dei Cittadini






















