Ha riscosso successo il convegno tenutosi a Sansepolcro il 26 gennaio scorso e organizzato dal Comitato Promotore del Parco Nazionale Catria, Nerone e Alpe della Luna assieme alla Fondazione Progetto Valtiberina. Tema dell’incontro “Il Parco che non è”, a sottolineare le caratteristiche ambientali degne di sostenere la creazione di un Parco Nazionale in un’area sintesi delle due anime dell’Appennino: quella delle valli marchigiane del Metauro e del Sentino e quella dell’alta valtiberina umbra e toscana.Moderati da Daniele Zavalloni (Consigliere del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi) hanno preso la parola il Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano Fausto Giovannelli, il direttore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Andrea Gennai, i dirigenti nazionali del CAI Franco Finelli e Filippo Di Donato, il vice presidente di Slow Food Italia Federico Varazi, la referente ISDE Italia per le Prescrizioni Verdi Fiammetta Piras e le conclusioni di Luca Santini Presidente di Federparchi.
Tutti gli interventi hanno evidenziato il ruolo fondamentale delle aree protette e dei Parchi Nazionali nella conservazione degli ambienti naturali, della biodiversità, della salute, e nella efficiente azione di contrasto nei confronti delle drammatiche alterazioni climatiche in corso. E hanno inoltre evidenziato gli effetti positivi di questo genere di istituzioni nei confronti delle economie delle aree montane, afflitte da progressivo spopolamento e conseguente perdita dei servizi, sottolineando come le aziende agro silvo pastorali, non solo non subiscono restrizioni alle proprie attività, ma che anzi traggono numerosi benefici dalla presenza del Parco.
In ciascuno dei Comuni un futuro Parco interesserebbe solo una piccola parte di territorio, e i confini e la zonizzazione verrebbero disegnati tenendo conto delle esigenze di tutte le categorie sociali ed economiche ancora presenti nell’area appenninica: le aree demaniali e le oasi di protezione, dove l’esercizio venatorio è già precluso e quelle della Rete Natura 2000, già vincolate, costituiscono un importante punto di partenza per la discussione.
La creazione di un Parco Nazionale è frutto di un lungo processo democratico partecipato, che richiede una notevole unità di intenti tra tutte le parti sociali. Risultano dunque sorprendenti e fuori luogo, non esistendo allo stato attuale proposte formali, né progetti attuativi o preliminari, le prese di posizione di alcuni politici locali, che invece di invitare le amministrazioni pubbliche a informarsi sui pro e contro di tali proposte, pretendono al contrario un rifiuto a priori e le invitano ad ostacolare il dibattito e la libera manifestazione di pensieri ed opinioni. Davvero un brutto segno dei nostri tempi.





















