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La Giunta regionale ha approvato la delibera che stabilisce i criteri per il riconoscimento delle superfici interessate dalle pratiche tradizionali locali. “Si tratta di superfici legate ai pascoli, in cui l’erba non sia predominante o addirittura assente in quanto pascoli ricoperti da superfici foraggere arbustive, a condizione che siano accessibili agli animali ed effettivamente pascolati”, dichiara il consigliere Rossi. “Dallo scorso anno tali superfici che non beneficiavano di alcun premio o contributo, vengono considerate come aree di pascolo a tutti gli effetti, usabili e dichiarabili anche per richiedere i contributi legati alla Pac e ai bandi relativi ai pascoli e al benessere animale. Tali superfici – prosegue Rossi – viste le modalità di allevamento nella nostra regione che sono spesso basate su una zootecnia estensiva o allo stato brado, rappresentano in molti casi e in particolar modo nelle aree interne, una importantissima fonte di nutrimento per gli animali”. “Nei giorni scorsi – continua l’esponente dei Civici Marche – avevo ricevuto segnalazioni da parte di alcuni allevatori circa la necessità di poter veder riconosciute le proprie superfici come Pratiche Tradizionali Locali e mi sono pertanto direttamente interessato con l’Assessorato all’Agricoltura, segnalando la questione”. Conclude Rossi: “Con l’adozione di questo atto chi ne avrà le caratteristiche, si potrà veder riconosciute tali parcelle come pratiche tradizionali locali ed avere quindi la possibilità di inserirle all’interno della PAC o di eventuali bandi del Complemento di Sviluppo Rurale. Ringrazio l’assessore Maria Andrea Antonini e gli uffici per la solerzia e invito i possibili beneficiari ad inserire tali parcelle nella domanda PAC, al fine di vedersele riconosciute come Pratiche Tradizionali Locali”.

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