Crescita sostenibile ed economia circolare il focus dei nuovi percorsi che partono dal triennio. Il dirigente: “Un’apertura che va incontro alle esigenze espresse dalle aziende del territorio”
Due nuove articolazioni che strizzano l’occhio all’università e al mondo del lavoro. Dopo l’approvazione ricevuta dodici mesi fa dall’USR delle Marche, l’Itis “Mattei di Urbino mette a regime questa proposta per i futuri ragazzi del triennio: Energia nell’indirizzo di Meccanica, Meccatronica ed Energia, Biotecnologie ambientali in quello di Chimica, Materiali e Biotecnologie. Entrambe le articolazioni sono una novità assoluta per la nostra Provincia e vanno incontro alle richieste legate alla crescita sostenibile di un’economia circolare.
“Questa apertura è stata fortemente caldeggiata dalle aziende del territorio – spiega il dirigente dell’Itis Sergio Brandi – Abbiamo deciso di dare agli studenti un’ulteriore opportunità di formazione, anche in vista di un adeguamento alle nuove prospettive della società e del mondo del lavoro. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) destina quasi 60 miliardi di euro alla «Rivoluzione verde e transizione ecologica» su programmi di investimento e ricerca per le fonti di energia rinnovabili, per le principali filiere industriali della transizione ecologica, per salvaguardare e promuovere la biodiversità del territorio e la gestione sostenibile ed efficiente delle risorse idriche. Questo porterà necessariamente ad una riconversione «verde» di tanti settori produttivi. La scuola deve leggere le esigenze dei tempi aprendosi a figure professionali più specializzate su questi nuovi filoni”.
Sono aziende come Rivacold, Enereco, Techfem, Auriga Consulting, Saipem, Comis quelle che guardano con favore e stanno investendo sul nuovo profilo che uscirà dall’articolazione di Energia e si propongono per una collaborazione fattiva con il tecnico urbinate. E anche il mondo dell’università si sta muovendo in questa direzione, tanto che l’Università Politecnica delle Marche ha all’attivo tre nuovi corsi aperti a Pesaro che possono rappresentare il naturale percorso per i futuri diplomati: Sistemi Industriali e dell’Informazione, Ingegneria per la Sostenibilità Industriale, Green Industrial Engineering (ENG). “Diamo inizio con entusiasmo ad un’articolazione innovativa che permetterà di lanciare sul mondo del lavoro i primi diplomati del territorio con la qualifica di Energia”. Spiega il prof. Michele Aurelio responsabile del dipartimento, che prosegue: “La nuova articolazione prevede l’approfondimento delle problematiche collegate alla conversione e utilizzazione dell’energia, anche nell’ambito della normativa aziendale, e alla progettazione degli impianti industriali del comparto energetico. È un tema di stretta attualità e siamo tutti consapevoli della sua importanza”.
Ma una nuova proposta di questo tipo prevede anche un adeguamento finanziario importante legato ai laboratori: “Saranno normalmente utilizzati quelli attuali di Sistemi e automazione, Disegno e progettazione di impianti – continua il docente – ma a questi si è aggiunto il nuovo laboratorio dedicato ad Energia con pale eoliche, pannelli solari, turbine che costituiranno nuovo materiale di studio e di esercitazione”.
Altrettanto innovativa sarà la scelta di Biotecnologie ambientali all’interno del percorso di Chimica. Questa nuova articolazione, grazie all’inserimento di materie come Fisica ambientale e Biologia, Microbiologia e Tecniche di controllo ambientale, punterà a sviluppare le tematiche relative al risanamento ambientale, alla depurazione, alla trasformazione degli scarti in nuova materia prima. Dunque una serie di competenze legate all’economia circolare e sempre più richieste nelle industrie.
“Gli investimenti in ricerca e sviluppo da parte delle imprese – analizza il prof. Paolo Rossolini, responsabile del dipartimento di Chimica – hanno mostrato una notevole accelerazione negli ultimi anni proprio nel comparto delle biotecnologie, tanto da rappresentare un’importante motore dell’innovazione nazionale; diventa quindi fondamentale approfondire tematiche specifiche come le metodiche per la caratterizzazione dei sistemi biochimici e microbiologici, lo studio dell’ambiente, degli ecosistemi, della genetica e delle biotecnologie, le normative sulla protezione ambientale e sulla sicurezza degli ambienti di vita e di lavoro; tutti contenuti specifici della nuova articolazione di «Biotecnologie ambientali». Da questo percorso usciranno i futuri esperti in analisi chimiche e microbiologiche, in attività di controllo e verifica ambientale e nella gestione dei processi biologici, che saranno anche in possesso di un’ottima preparazione per una proficua prosecuzione degli studi a livello universitario in ambito scientifico-tecnologico ed in particolar modo in quello biotecnologico, biomedico e sanitario, come già succede per i loro colleghi dell’articolazione di Chimica e materiali”.
per info prof. Lorenzo Bonetti responsabile Ufficio Stampa Itis “Mattei” 329 9651960






















