Lucas Cangini
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Lucas Cangini

FOSSOMBRONE L’apertura al pubblico per la prima volta in assoluto degli achivi con documenti del Trecento e delle carceri vescovili, a Fossombrone ha segnato un primato. «L’evento ha coinvolto una ottantina di persone suddivise in due turni – spiega Luca Cangini responsabile dei beni culturali della parrocchia del duomo -. Il lungo percorso di quasi tre ore, è partito dalla chiesa della Cittadella snodandosi per le vie cittadine. Ha avuto come seconda tappa la chiesa della Madonna del Popolo, detta degli Zandri. Meta finale il complesso episcopale, dove abbiamo visitato la monumentale cattedrale, scrigno di storia e di arte. Infine per la prima volta in assoluto, la visita all’archivio storico, con i suoi preziosi documenti. E poi la prigione vescovile, rara testimonianza di un passato in cui i vescovi amministravano anche la giustizia civile ed in alcuni casi appunto imprigionavano i rei. La cella, sui 15 metri quadri – continua Cangini – era per tre persone e a una estremità ospita un vano molto angusto che ipotizziamo dovesse funzionare da cella di rigore. Su quel muro ci sono dei velieri, probabilmente fatti da dei marinai originari di Fossombrone, forse con una matita o un carboncino». Piena soddisfazione da parte di tutti coloro che hanno preso parte alla singolare visita.

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