Più che ad un “carrozzone”, come lo ha definito il collega Cesetti, per me l’ATIM assomiglia ad una costosa “one man band”, dove il direttore Bruschini sembra aver trovato una temporanea collocazione, ben retribuita, in attesa di miglior incarico. Lanciare le Marche nel mercato turistico internazionale attraverso un’Agenzia regionale con 3 dipendenti era francamente un’impresa velleitaria, se mai qualcuno ci avesse veramente creduto; ed infatti i dati Istat del 2023 certificano che non ha funzionato.
Per partecipare alle fiere, quello che sostanzialmente ha fatto l’ATIM, non serviva un Agenzia regionale. Almeno Bruschini avesse rappresentato le Marche al Forum Internazionale del Turismo organizzato dal Ministero dell’amica Santanché. Neanche quello. La cosa più significativa che è riuscita a fare l’ATIM di Bruschini è stata la brutta figura che ha fatto fare alla Regione con il contratto di marketing da 750.000 Euro a favore della compagnia aerea Aeroitalia per la pubblicazione di una pagina nel loro sito web dedicata al marchio Let’s Marche e l’applicazione del logo sulla fusoliera di un aeromobile.
Quel contratto avrebbe dovuto incentivare la compagnia aerea, attraverso questo servizio “collaterale”, ad accettare le condizioni economiche per i voli di continuità territoriale stabilite nel bando pubblico. Un modo di agire che ha destato molte perplessità alla luce delle regole nazionali ed europee che tutelano la concorrenza e disciplinano gli aiuti di Stato in materia di trasporto aereo, tanto che lo stesso ENAC, stazione appaltante della gara per i voli di continuità territoriale, lo ha definito eufemisticamente “non una buona idea”. Sistemato Bruschini in altro incarico, il Presidente Acquaroli prenda atto della palese inutilità di questo ennesimo costoso Ente e rivaluti il ruolo e la professionalità degli uffici regionali preposti allo scopo.
Marta Ruggeri, capogruppo del M5S in consiglio regionale






















